lunedì 31 gennaio 2005

Faith Hill (dal film Cé posta per te)

  Somewhere over the rainbow



Somewhere over the rainbow, way up high
Theres a land that I heard of, once in a lullaby
Somewhere over the rainbow, skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Really do come true  

Someday Ill wish upon a star,
And wake up where the cloouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops,
Away above the chimney tops
Thats where youll find me 

Somewhere over the rainbow, bluebirds fly
Bird fly over the rainbow, why then, oh why cant I
If happy little bluebirds fly beyond the rainbow,
Why, oh why cant I?

***

Da qualche parte sopra larcobaleno


Da qualche parte sopra larcobaleno
Cé un paese di cui ho sentito parlare in una ninna nanna
Da qualche parte sopra larcobaleno i cieli sono blu e
i sogni che osi sognare veramente diventano realtà

Un giorno voglio volare su una stella e svegliarmi
dove le nuvole sono lontane dietro di me Dove
i problemi si sciolgono come una goccia di limone
Segui la strada che sale su per il
camino E qui che mi troverai.

Da qualche parte sopra larcobaleno volano uccelli blu,
uccelli blu volano sopra larcobaleno, allora perché io non riesco?
Se piccoli uccelli felici volano sopra larcobaleno
perché, oh perché io non riesco?


venerdì 28 gennaio 2005

..da "Conversazioni con Dio"

www.arthurdouet.com

Se non mi dirigo
verso l'interiorità
non vado in nessun posto.


N.D.Walsch


***
Siamo sempre andati verso l'esterno..sempre alla ricerca affannosa
di un qualcosa che, in realtà, è dentro di noi.
Abbiamo in noi tutte le risposte alle nostre stesse domande..
il fine ultimo della nostra vita è nella nostra più profonda essenza.
La vita non è una scoperta..non dobbiamo scoprire nulla..dobbiamo piuttosto RICORDARE CHI SIAMO..
e per questo scopo tutto l'universo si attiva..e non esiste il caso..
non esistono coincidenze..(neanche alla stazione ihihih)..


Un abbraccio a tutti..e buona Vita!
(vi consiglio vivamente il libro.."Conversazioni con Dio" di N.D.Walsch)

*Cecilia*

giovedì 27 gennaio 2005

Scintille...www.diariodiunangelo.it

Per Gianluca, per me, e per tutti coloro che "restano".



Spirale di beatitudine verso il cielo
27 gennaio 2002

Hai presente, caro papi, l'attimo in cui le scintille si staccano dalle lingue di fuoco e velocissime se ne vanno lungo la canna del camino?

Ebbene, c'è qualche istante nel quale sembrano incerte sul da farsi, quasi sorprese e forse impaurite di abbandonare così inaspettatamente il letto della fiamma. Ma poi, dopo un breve tratto percorso in un'elegante spirale, si innalzano dritte e sicure su, su verso il cielo.
L'osservatore le perde subito di vista nel loro repentino dissolversi negli strati meno caldi che incontrano fuori dal camino, e poco gli interessa sapere che fine facciano, mentre è ancora affascinato, un po' più in basso, dinanzi al fuoco ardente, dalle evoluzioni che nuove scintille si apprestano a compiere. Sa che lo spettacolo è destinato a finire quando si sarà bruciato l'ultimo ceppo di legna, e che delle allegre scintille rimarrà qualche traccia fuliginosa lungo il camino. Poco importa, ma certamente non potrà fare a meno di rimanere colpito dal vigore della forza ascensionale che strappa letteralmente le scintille dalla fiamma, catapultandole su verso il cielo.
L'ho fatta un po' lunga, caro papi, per farti capire cosa succede all'anima che, nell'istante in cui lascia il corpo ancora caldo che l'ha ospitata nella materia, si appresta ad essere elevata nel mondo dello spirito.
La sorpresa della morte è sempre molto forte ed inattesa, anche in chi sa di averla assai vicina. E' l'attimo di stupore che spezza definitivamente ogni legame con la fiamma della vita, il cui calore però esercita ancora una forte attrazione. E' il calore degli affetti, dei sentimenti, delle gioie delle persone e delle cose a te tanto care che ti appresti a lasciare. E' il calore che conosci molto bene per averlo condiviso.
Mentre ti pervade il turbamento, o meglio l'emozione di una nuova avventura tutta da scoprire e da vivere, perché, anche se la tua fede nella vita vera è granitica, nulla ti è stato detto su tempi e modalità per arrivarci dopo la morte, e nessuno ti può spiegare cosa si provi a passare dalla corposità dello spazio e del tempo alla concretezza impalpabile dell'eternità fatta di energia, armonia, luce, gioia d'Amore.
E allora ti sembra che tutto questo ti trattenga un po', ti faccia esitare un attimo, perché ancora ti porti dentro la nostalgia, e i ricordi figli del tempo che si attarda a svanire.
Quando il tempo si sarà dissolto, anch'essi cederanno il passo all'eternità dell'Amore eternamente vissuto ed eternamente da vivere. E, dal momento che è proprio questo amore che ti richiama e ti riconduce alle origini della vita, e già ti pervade di gioia e della certezza che non finirai mai di condividerlo con chi rimane, ecco che l'anima tua compie una piroetta, una spirale di beatitudine, prima di abbandonarsi completamente all'ebbrezza dell'inarrestabile risalita.
All'inizio del percorso si libera di qualche scoria fuliginosa di dolore, che va a depositarsi in qualche angolo buio del cuore e della mente di coloro che si sentono staccati da te e derubati della tua presenza. A volte questa perdita è così sofferta e frustrante da togliere vita e calore proprio a quella fiamma che deve essere invece alimentata e rinvigorita, se si vuole che l'amore che la generò in terra arda scoppiettante e luminoso in cielo, e che la luce che essa emana illumini, rischiari il cammino che resta ancora da percorrere in terra, anche per rendere più agevole e spedito il ritorno al Padre.
Qui, la vivida e vigorosa fiammella che ha riscaldato ed illuminato l'esperienza terrena, si ricongiungerà con il grande fuoco dell'Amore di Dio per fondersi in un'unica fonte che non si spegne mai, anzi si rinfocola e si rafforza arricchendosi di nuove fiammelle, di tutte quelle anime che ritornano a casa. E di qui partirà un'altra piccola lingua di fuoco benedetto, che andrà ad alimentare una qualche nuova esperienza di vita dando vita alla materia.
E così via, incessantemente, secondo il principio che Amore genera Amore e di Esso si alimenta in Cielo e in terra, per tutti i secoli e sino alla fine dei secoli terreni.
Sino ad allora, agli Angeli spetterà il compito di correre lì dove la fiamma va spegnendosi e soffiare forte per ravvivarla. E, al tempo stesso, di accogliere nei nostri capienti, comodi e velocissimi ascensori tutte quelle anime che ardono del sacro fuoco dell'Amore, che hanno imparato faticosamente a riconoscere sulla terra ed hanno l'urgenza di manifestarlo a Dio.
A voi il compito di darci una mano con questa vostra testimonianza ed esperienza di vita straordinaria, mettendo legna al fuoco lì dove ce n'è bisogno, e magari accendendo qualche altro focolare d'amore. E quando lo farete ricordatevi di vedere quante scintille volano via in quella corsa un po' buffa, ma tanto tanto affascinante ed esaltante. E Mozzafiato.
Ciao, Emilioscintilla

martedì 25 gennaio 2005

Il puledro e la fanciulla

 

 Solo
Senza redini
Senza affetti
Galoppava
nel verde sentiero
della sua giovane vita.
Era Libero
E cantava al suo Re
le più sentite preghiere,
le più solenni lodi.
Ma mesto il suo sguardo
Rivelava le contese del suo cuore. 

La potente sua voce

E l’audacia mendace

rapirono il cuore

D’una piccola donna. 

Serena,

con gli affetti

nel cuore,

Vagava

nel verde sentiero

della sua giovane vita.

Stringeva a sè

la Purezza del cuore,

Amore e Conforto

da donare.

Ma mesto il suo sguardo

Rivelava l’ingenuo bisogno d’amore. 

Cupido malizioso

(Un puledro e una fanciulla!)

la freccia scoccò!

E fu Amore

Dolore

Furono Gioie

Ferite 

Addio bel destriero..

galoppa ardito

nel verde sentiero

della tua giovane vita.

Ti ho donato le briglie

M’hai donato me stessa.


*Cecilia*

lunedì 24 gennaio 2005

Lentusiasmo

 

 Agape è molto di più che voler bene.
È un sentimento che pervade tutto, che colma tutte le fessure e trasforma in polvere qualsiasi tentativo di aggressione.
     Esistono due forme di Agape. Una è l’isolamento, la vita dedicata unicamente alla contemplazione.
L’altra è l’esatto contrario: il contatto con gli altri esseri umani e l’entusiasmo, il senso sacro del lavoro.
Entusiasmo significa trance, slancio, legame con Dio.
L’Entusiasmo è Agape diretto a qualche idea, a qualche cosa.
     Quando amiamo e dal profondo della nostra anima crediamo in qualcosa, ci sembra di essere più forti del mondo
e ci sentiamo pervasi da una serenità che proviene dalla certezza che niente potrà vincere la nostra fede.
Questa strana forza ci permette di prendere sempre le decisioni giuste,
nel momento giusto, e noi stessi ci sorprendiamo delle nostre capacità quando raggiungiamo il nostro obiettivo. 
     L’Entusiasmo si manifesta normalmente con tutto il suo potere nei primi anni della nostra vita.
Abbiamo ancora un forte legame con la divinità e ci dedichiamo ai nostri giocattoli
con una tale volontà che le bambole prendono vita e i soldatini di piombo riescono a marciare.
Quando Gesù disse che era dei bambini il Regno dei Cieli, si riferiva ad Agape sotto la forma di Entusiasmo.
I bambini gli si avvicinarono senza badare ai suoi miracoli, alla sua saggezza, ai farisei e agli apostoli.
Andavano gioiosi, mossi dall’Entusiasmo.


Che in nessun momento, per il resto dell’anno,
e per il resto della tua vita, tu perda l’entusiasmo:
esso è una forza più grande, volta alla vittoria finale.
Non si può permettere che ci sfugga dalle mani
solo perché dobbiamo fare fronte,
nel corso dei mesi,
a piccole e necessarie sconfitte.”

Paulo Coelho
"Il cammino di Santiago"

sabato 22 gennaio 2005

In tutto il suo splendore...

Non è dolcissima, simpaticissima, riccissima???

come la sorellona, modestamente 
 

venerdì 21 gennaio 2005

Vivere

Vivo ricopiando yesterday
e sono sempre in mezzo ai guai.
Vivo e ti domando cosa sei,
ma, specchio, tu non parli mai.

Io che non potrò mai creare
niente,
io amo l’amore ma non la gente,
io che non sarò mai un Dio.

Vivere, nessuno mai ce
l’ha insegnato,
vivere fotocopiandoci il passato,
vivere, anche se non l’ho chiesto
io di vivere, come una canzone
che nessuno canterà.

Ma se tu vedessi l’uomo
davanti al tuo portone
che dorme avvolto in un
cartone,
se tu ascoltassi il mondo
una mattina senza il rumore
della pioggia,
tu che puoi creare con la tua voce,
tu pensi i pensieri della gente,
poi di Dio
c’è solo Dio.

Vivere, nessuno mai ce l’ha
insegnato,
vivere, non si può vivere
senza passato,
vivere è bello anche se
non l’hai chiesto mai,
una canzone ci sarà
sempre qualcuno che la canterà.
Qualcuno non mi basta.
Vivere cercando ancora il
grande amore.
Perchè, perchè, perchè, perchè
non vivi questa sera?

Vivere come se mai dovessimo motire.
Perchè, perchè, perchè, perchè
non vivi ora?
Vivere per poi capire all’improvviso…
Perchè, perchè, perchè
la vita non è vita
…che in fondo questa vita tu non
l’hai vissuta.
…perchè non l’hai vissuta.

Vivere cercando ancora il
grande amore.
Vivere,
Vivere come se mai dovessimo morire.
Vivere.
Vivere per poi capire all’improvviso...
Perchè, perchè, perchè
la vita non è vita
…che in fondo questo vita tu non
l’hai vissuta mai.
…perchè non l’hai vissuta mai.

Ti dico no,
ti dico sì,
ti dico che
ho voglia di vivere.

Andrea Bocelli&Gerardina Trovato
 

giovedì 20 gennaio 2005

Che spettacolo...

 

La Lauda di "Francesco"

Di Silvia Parma   

   “Io sono il trovatore e sempre vado per Paesi e città. Prima di partire lasciate che io canti”. E’ con queste parole che Angelo Branduardi apre il suo spettacolo interamente dedicato a San Francesco d’Assisi, una delle figure più carismatiche della storia della religione cattolica che, come Gesù Cristo, viveva in una comunità con 12 compagni, ma anche compagne, predicava in volgare con l’abilità di un attore consumato, servendosi di musica e canti, e compiva miracoli per restituire ai suoi simili la vita, il sorriso e la speranza.
Già nel 2000 con l’album “L’Infinitamente Piccolo” (nella ralizzazione quale erano compresi nomi di valore internazionale quali Morricone, Battiato, Madredeus, Muvrini e la Nuova Compagnia di Canto Popolare) l’artista aveva compiuto un viaggio di grande bellezza storica oltre che artistica, mettendo in musica la vita del Santo sulle parole di antichi scritti tratti dalle Fonti Francescane che ne documentavano le gesta.

Anche questo spettacolo si ispira a fonti antiche, la Lauda infatti era una forma teatrale sviluppatasi in Umbria nel sec. XIII.
Ora le stesse musiche e gli stessi testi vengono accompagnati da danza e recitato, per dare più pathos e più completezza a questo viaggio che San Francesco ha compiuto soprattutto all’interno l’ anima propria e di tutti coloro che ha incontrato ed affascinato con le sue opere e le sue parole.

Il palco è arredato sobriamente, anche se un occhio attento può scorgere che le immagini le forme ed i colori di ispirano ai dipinti di Giotto.
Pochi musicisti (4 in tutto, Branduardi incluso), ma ognuno di loro si alterna con più strumenti, dando spazio a quella musica la cui bellezza è racchiusa nella bellezza stessa dei suoni e nell’abilità tecnica ed interpretativa di chi li produce.

Il grande pregio di Branduardi in questo spettacolo e di chi lo ha assistito nelle coreografie e nei costumi è stato quello di rendere il Santo per quello che era, un giovane uomo, o meglio un ragazzo (ricordiamo che San Francesco è morto il 3 Ottobre 1226, a 44 anni, dopo vent’anni di predicazioni) pregno di una grande fede e di un’immensa umanità, che esprimeva questa sua ansia di ricerca della Comunione con l’uomo e la natura nel suo senso più profondo attraverso un entusiasmo, un turbamento ed una fisicità tipici della sua età.
I movimenti di Francesco e dei suoi discepoli sembra siano dettati dal ritmo della terra o del cuore più profondo di essa, le mani e le membra sono alla continua ricerca di un contatto che dal fisico trasmetta allo spirito l’essenza vera della nostra esistenza e della nostra comunione con Dio.

Il tutto reso con l’apparente semplicità di chi sta raccontando una favola ad un bambino, e come i bambini i ballerini compagni di Francesco pulsano nel cuore, nel fisico, nell’anima e nella terra con l’ingenuità di chi sta scoprendo la vita con gli occhi ma anche coi sensi.
Messaggi ed allegorie chiare, ma allo stesso tempo profonde e suggestive per trasmettere il tormento di queste giovani anime al confronto con qualcosa di più grande di loro, ma anche il loro entusiasmo per la vita e voglia di trasmetterlo ai propri simili con quella gioia di vivere che chiamano Fede nel Signore; lo stesso Branduardi ad un certo punto lascia il suo angolo di menestrello narratore per entrare nella storia; un attimo breve, come di chi ad un certo punto vuol partecipare e non solo raccontare, per rendere omaggio alla storia della propria gioia di essere uomo.

“CAPIRE, PIU’ CHE ESSERE CAPITI”, “ESSERE GENTILI”, “VIVERE CON LEGGEREZZA”. Le parole di Francesco sono un inno alla vita ed a godere pienamente di essa, perché solo così possiamo amarla profondamente, e con essa amare noi stessi ed i nostri simili. Francesco insegna, sì, la rinuncia, ma alle distrazioni che portano l’uomo a quella che rischierebbe di essere la rinuncia vera, cioè il negarsi l’esperienza più profonda della propria spiritualità attraverso l’esperienza terrena, vivendo in compenetrazione con gli uomini e le cose, cercandone l’essenza unica: l’Amore, che porta alla conoscenza .L’essenza stessa .L uomo e che lo congiunge a Dio e quindi al proprio spirito. Francesco ed i suoi compagni sono asceti, è vero, ma i loro corpi sono ben vivi ed attenti e pulsano a tutt’uno col cuore stesso del mondo, in un’esperienza sia fisica che spirituale.
“METTI IL BENE E VEDRAI CHE IL MALE SCOMPARE”. Nello spettacolo vengono toccati temi di grande attualità, si scorgono analogie sorprendenti tra epoche e culture apparentemente distanti tra loro. Forse perché l’uomo è tale anche attraverso i secoli? La malvagità, la guerra, l’ecologia, la pace, la solidarietà. In un unico coro che insieme canta l’Amore per la Vita e la Speranza, che non deve morire mai, di poterla trasformare in qualcosa di veramente unico e bello.

Le musiche sono di Angelo Branduardi, i testi di Luisa Zappa Branduardi e la sceneggiatura di Stefania Garibaldi.
"

Silvia Parma

****

Ieri sono andata al Bellini ad assistere a questo spettacolo meraviglioso...
non aggiungo altro alla recensione che ho riportato.
Dico solo che mi ha emozionato tanto, perchè amo sia Branduardi che S.Francesco e la sua storia.
Non ho parole per esprimere la bellezza delle coreografie..quella si che è DANZA..espressione corporea..
essenziale nei costumi e pura nelle emozioni.
Che dire del Tao di luce..che dire dei dipinti di Giotto proiettati sulla scena..
Laltra mattina ho anche incontrato Angelo Branduardi..mi è sembrato simpatico e affabile..appena ci ha visti ha detto ..
"che bello vedere che anche i giovani ..."
 non ha continuato, ma immagino cosa volesse dire.

Beh Angelo una sola parolina ce lho..
GRAZIE!

*Cecilia*

mercoledì 19 gennaio 2005

Ora giochiamo a nascondino.
Se ti nascondi nel mio cuore,
non sarà difficile trovarti.
Ma se ti nascondi dietro al tuo guscio,
sarà del tutto inutile cercarti.

Kahlil Gibran

P.S Ho già raggiunto le 1000 visite!! Grazie a tutti!

martedì 18 gennaio 2005

Si studiaaaaaaaaa...

Mi mancano tre esami e mi stanno pesando più del dovuto...
Odio gli esami di Storia!!!!!!!!
Soprattutto quando i prof ti chiedono date, nomi precisi etc..
La mia passione è e rimane la filosofia
coi suoi ragionamenti e senza mere "nozioni".
Ma ce la farò.. (spero eheh)
Sissì ce la farò.

Entro il prossimo Natale sarò laureata!
Dottoressa in Filosofia!
..wow...
..un mio sogno si avvera..
E poi...già...e poi dopo...
...uhm...

..quanto è difficile..
..la vita..

..eppure..

..quanto la amo..

*Cecilia*

lunedì 17 gennaio 2005

Per te Uomo che ti Ammazzi


Vergogna!
Guerra
Omicidi, pestaggi
Stupri, violenze,
Frodi, droghe.
Che fai, uomo?
Uccidi gli altri,
Ammazzi te stesso.

E ora,
non hai più
Occhi
per guardare al futuro
Orecchie
per ascoltare la musica della vita
Bocca
per gustare i sapori del mondo
Gambe
per saltare gli ostacoli del tuo cammino
Ragione
per difendere la tua dignità
Cuore
per amare e sperare.

Mi hanno ucciso.
Ho paura,
Padre
Piango, aiutami.

Mi hanno ucciso.
Sono giovane,
ma già stanca.

Solo un gemito:
Voglio scalare la montagna
della mia sopravvivenza.
Mia corda è la Fede
È forte, non si spezzerà.
E Tu, mio Sole sei..
Illuminami, riscaldami.

E ora,
Scorgo lì, sulla vetta
I miei Occhi
per guardare al futuro
Le mie Orecchie
per ascoltare la musica della vita
La mia Bocca
per gustare i sapori del mondo
Le mie Gambe
per saltare gli ostacoli del mio cammino
La mia Ragione
per difendere la mia dignità
Il mio Cuore
per amare e sperare

La mia Essenza, la mia Fortezza
..Sei Tu!
Rinasco, sorrido!
Mi ritrovo, ritrovo Te.
Non mi perderai, non mi perderò.

Mi uccideranno,
ma
non mi ammazzerò.

*Cecilia*

 

sabato 15 gennaio 2005

Card..

 


Grazie Lapò..

Caravaggio e company...

13/01/2005
Napoli, Reggia di Capodimonte:
Mostra di Caravaggio “L’ultimo Tempo 1606-1610”..

Che dire..a me l’arte emoziona sempre..in qualsiasi forma.. Ho visitato non solo la mostra del grande Caravaggio, artista “maledetto”..un rivoluzionario del suo tempo..ma anche tutta la pinacoteca della Reggia..106 saloni zeppi di dipinti appartenenti alle collezioni dei Borbone, d’Avalos, Farnese etc.. Mi sono soffermata di più su quelli che per qualche caratteristica particolare attiravano la mia attenzione..
Ricordo, ad esempio, l’ ”Angelo Custode” del Domenichino.. vi è rappresentato un bimbo di tre-quattro anni, protetto alle spalle dal suo angelo custode, bello e imponente con le sue grandi ali.. il quale con uno scudo enorme lo difende dalla tentazione di un mostruoso diavolo che sghignazzando s’insinua alla sua sinistra.. (chissà perché proprio quasto mi è rimasto impresso eheheeh)..
Altrettanto emblematico mi è sembrato il “Gesù al Getsemani” di Procaccini..artista che in verità non conoscevo, ma che mi è molto piaciuto per la grande espressività che dona ai suoi dipinti..in questo che ho citato, tra l’altro di piccole dimensioni e a prima vista molto “cupo”.. rappresenta Gesù in preda allo sconforto, poiché conosce il suo “destino”..è l’unico momento di debolezza in cui Cristo da solo e di notte, sul Getsemani, chiede al Padre di evitargli la sofferenza a cui inesorabilmente andrà incontro..beh il Procaccini gli affianca un angelo splendido, di un’espressività e luminosità unica, che cerca di consolarlo con un abbraccio e , immagino, sussurrandogli qualcosa..
Insomma tanti sono i dipinti della pinacoteca reale che mi hanno emozionato, altri invece non mi hanno detto nulla, soprattutto i ritratti di nobili o personaggi storici, sempre così statici e cristallizzati..tutti così uguali e stereotipati..
Simpatici invece i ritratti di gente del popolo, ricordo in particolare quello di un ragazzo che accende una candela usando un tizzone..non ricordo l’autore, ma era molto buffa la sua espressione colta nell’istante in cui soffia sulla piccola fiamma..
Di Caravaggio invece mi è piaciuto tutto, in particolar modo le “Sette Opere di Misericordia” e la “Cena in Emmaus”..il primo conservato a Napoli in una chiesa del centro storico “Pio monte di Misericordia”, la seconda invece a Londra.. molto suggestivi i giochi di luce, i chiaroscuri..e l’espressività..per me fondamentale.
Avrei tante cose da scrivere ancora…ma non voglio tediarvi..e poi raccontate non fanno lo stesso effetto.
Quindi, se potete, venite a Napoli perché questa mostra è un evento se non unico, molto raro, oltre che interessante ed emozionante, per chi, come me, ama ogni forma di espressione dell’animo umano. ..altrimenti..cliccate qui.

P.S. Dimenticavo, a metà percorso, ho tirato fuori la mia fotocamera e “click!” ho scattato questa foto, da uno dei tanti balconi della reggia…non potevo farne a meno! Non è una meraviglia??? (la natura intendo..quando si armonizza con le opere umane..)




 


 


 


 


 


 


 

giovedì 13 gennaio 2005

Il divenire in me

 
 
Stille di perla
sul mio volto
slittano
..fiocchi di neve
sul soffice velluto
che abbraccia l’essenza.
 
Lacrime di diamante
le mie guance
graffiano
..spine d’infide rose rosse
che l’incauto fato
talora mi porge.
 
Occhi miei
inesausti ed inversi
sentimenti
stillano,
.. due piccoli clown
che di delizie
candiscono
(e intanto singhiozzano)
le amarezze del mondo.
*Cecilia*
 

mercoledì 12 gennaio 2005

Libera



Quanti palpiti,
quante illusioni,
quante emozioni,
quante bugie,
quanti sbagli…
Nessun Rimpianto.

Ero io.

Fragile, piccola.. sincera.
Mi aggrappavo
al bisogno d’amore, ad altri cuori
per non morire.
Ma io ero fragile,
e loro pure.
Braccia e dita
Non reggevano.
Cadevo, cadevano.
Morivo, morivano.

Sono io.

Fragile, piccola.. sincera.
Ascolto il mio cuore
Forte, libero, impetuoso,
fiero di sé.
E sono Libera.
Braccia sono Ali.
Dita sono Piume.

Voglio planare
nel terso e plumbeo
Cielo della Vita. 

*Cecilia*


 

martedì 11 gennaio 2005

Se sai trasformarti in dono?

 

Se sai aprire il cuore con semplicità
A chi ti viene incontro;
se in quello che dai, poco o molto che sia,
ci metti un po’ del tuo amore;
se credi che quello che ci unisce
è più importante di quello che ci separa;
se sei convinto che
essere differenti è una ricchezza
e non una minaccia;
se sai metterti anche dalla parte degli altri,
senza sentirti migliore di loro;
se, oltre a fare dei doni, sai trasformarti in dono,
offrendo la tuta vita per gli altri;
se, nonostante i tanti impegni,
sai trovare tempo adeguato per meditare e pregare;
se lo sguardo di un “povero” o di un bambino
ha il potere di disarmare il tuo cuore;
se credi che la mitezza e la benevolenza
attirano sempre la benedizione del Signore;
se riesci ad evitare di proiettare le tue piccole vedute
al grande mistero della vita e dell’uomo;
se credi che la realtà è molto più ampia
di quello che si vede,
cioè che siamo avvolti dalla presenza
dell’amore del Signore che ci sostiene
ed è sempre più grande del nostro cuore
…allora sarà veramente Natale!!!
 
Emilio Cicconi
 
 
Eh già il 25 Dicembre è ormai passato da un po’.. ma..il Natale..no.
Dobbiamo fare di ogni giorno il nostro Natale..il nostro risveglio all’amore e alla luce..
 
Un abbraccio..

 

domenica 9 gennaio 2005

La mia Napoli..


Oggi sono stata al Castel dell'Ovo a visitare la mostra di GAUDI'...è stato bellissimo. Poi dal castello sull'isoletta di Megaride ho scattato un sacco di foto..tra cui il panorama qui sopra (pardon ho dovuto rimpicciolirlo) e la card sotto.. i colori non sono granchè ma mi piace!



 

venerdì 7 gennaio 2005

Una delle mie canzoni preferite...

I migliori anni della nostra vita

Penso che ogni giorno sia
Come una pesca miracolosa
E che è bello pescare sospesi
Su di una soffice nuvola rosa .
Io come un gentiluomo ,
E tu come una sposa .
Mentre fuori dalla finestra
Si alza in volo soltanto la polvere .
Cè aria di tempesta !
Sarà che noi due siamo di un altro
Lontanissimo pianeta .
Ma il mondo da qui sembra soltanto
Una botola segreta .
Tutti vogliono tutto , per poi accorgersi
Che è niente .
Noi non faremo come laltra gente ,
Questi sono e resteranno per sempre…
I migliori anni della nostra vita .
I migliori anni della nostra vita .
Stringimi forte che nessuna notte è infinita ,
I migliori anni della nostra vita .
Penso che è stupendo
Restare al buio abbracciati e muti ,
Come pugili dopo un incontro .
Come gli ultimi sopravvissuti .
Forse un giorno scopriremo
Che non ci siamo mai perduti…
E che tutta questa tristezza in realtà ,
Non è mai esistita !
I migliori anni della nostra vita ,
I migliori anni della nostra vita ,
Stringimi forte che nessuna notte è infinita .
I migliori anni della nostra vita !
Stringimi forte che nessuna notte è infinita .
I migliori anni della nostra vita..

..Renato Zero..

mercoledì 5 gennaio 2005

Strano...

?Strano come siamo colpiti quando un amico si allontana, e lascia
dietro di sè solo silenzio?.


P. Brown



Già..è proprio strano.. Soprattutto quando non cè una spiegazione..ma solo silenzio..maledetto silenzio.. Sono stanca di assistere a fughe immotivate..ad assenze improvvise, inaspettate, che restano sospese in aria, attaccate al solo filo del mio ricordo e della mia speranza.. (che imperterrita non muore mai..) ..Ci sono amicizie speciali..che restano vive e si alimentano nonostante la distanza e i rarissimi incontri.. (e ringrazio Dio che me le ha donate) ..ma ci sono altre amicizie, non meno importanti, che però hanno bisogno di dialogo continuo, di confronto..e non si può passare dalla frequentazione quasi quotidiana allassoluto silenzio.. no no.. mi viene tanta voglia di mettere tutto in discussione, anche il passato..


sabato 1 gennaio 2005

Una card e una mia poesia..


Vita



Ti amo anche se talora il sentiero è impervio


E i rovi tutt?intorno mi graffiano l?anima,


Ti amo anche quando lacrime pungenti


segnano il mio viso,


Ti amo anche se intorno a me vedo


solo odio, violenza, dolore, ipocrisia.


Ti amo perché mi fai crescere


E capire


Che quei graffi lacerano l?anima per schiuderla,


che quelle lacrime rivelano la mia essenza,


che il mondo così malvagio


ha nel cuore anche tanta Speranza


e la Pace che altro non aspetta


che esser ascoltata e vissuta.


Vita mia, dono ambiguo,


unico, incantevole.


Sì.. ti osservo e m?incanto,


tento di afferrarti, ma mi sfuggi


di comprenderti, ma non riesco,


forse non devo?!? (sciocchi pensieri)


Per questo mi piaci, vita,


e ti desidero, e di te gusto


ogni istante, ogni sfumatura.


Morte.. oh morte


Non ti temo.. aspettami!


Con te la mia vita vincerà,


Sarà pura


Sarà ancor più forte,


ancor più libera dai vincoli della materia,


Sarà più? no, non riesco


Non ti afferro.. mi sfuggi,


non vuoi catene, né limiti, né nomi..


Ma a Te anelo, Vita,


percorro la Via impervia, tortuosa,


poi una fresca brezza,


profumo di viole.. un brivido


ed ecco.. Ti sento


sei il Tutto, sei Amore


Speranza, Verità..


sei la Via.


riempimi l?essenza di Te,


aiutami a diventare


un?Anima Libera.


Cecilia