Estasi - Il se' superiore in azione
lunedì, 01 gennaio 2007 19:40
Non dobbiamo continuare a chiederci se ne siamo degni; dobbiamo soltanto spostarci nella dimensione della scelta. Più pratichiamo il fulgore nella nostra vita e più lo diventiamo. E' la nostra evoluzione di ritorno alla luce. Le esperienze compresenti del rapimento, della beatitudine e dell'estasi sono un nostro diritto di nascita, se solo accetteremo di nascere.
Ero chinata in avanti sulla spalla di mia figlia mentre il sole scivolava dietro la collina. Ero in stato di consapevolezza intensificata. La mia coscienza era gonfia sino a scoppiare delle affascinanti informazioni che coglievo a vari livelli, proprio mentre il corpo era lavato da ondate successive di contrazioni apparentemente incessanti. Dopo lo splendore accecante del sole, la luce aveva ora un bagliore confortante. Sentivo le stesse particelle d'aria impregnate di vita, sembravano affollarsi intorno a me, emettendo sussurri di incoraggiamento.
Il mare cristallino ed io eravamo intimamente uniti! Io ero nel mare, il mare era dentro di me.
La luce danzante sull'acqua mi aiutava a concentrarmi, mentre spingevo nell'acqua che mi arrivava alla cintola, e nella luce, sembrava ringiovanirmi. La sensazione dell'acqua che lambendomi dolcemente accarezzava il mio corpo mi dava un genere di sollievo che non avevo mai provato durante i precedenti travagli.
Come per magia, spuntò una manina. Una parte della mia coscienza si rallegrò della scelta di partorire in acqua, perchè sapevo che mi sarebbe stata di grande aiuto. Mi chinai in avanti nell'acqua leggera e il bimbo scivolò fuori, uscendo all'indietro tra le mie gambe e nelle mani di suo padre. Quando il nasino toccò la superficie dell'acqua, egli fece un respiro profondo e urlò alla vita. Lo passammo di nuovo sotto le mie gambe, come un pesciolino, e fra le mie braccia.
Il suo essere mi tolse il fiato. Sebbene fosse passato il termine, era completamente ricoperto di vernice bianca. La sua trasparenza nell'acqua gli donava una qualità luminosa - argentea, bianco-bluastra. Mentre lo immergevo di nuovo nell'acqua aprì gli occhi e mi fissò gentilmente. Il modo in cui il suo sguardo incatenò il mio mi penetrò fino in fondo all'anima - imperscrutabile, onnisciente, totalmente amoroso. La coscienza si arrese, ed io mi involai in un rapimento estatico per il quale non avrò mai parole, anche se la sua frequenza inseminerà per sempre il mio essere.
Gli altri ci avevano lasciate sulla spiaggia mentre preparavano il nostro ritorno a casa. Mia figlia Britt ed io, con il nuovo essere tra le mie braccia, sedemmo su una coperta di fronte al mare. Il sole del tardo pomeriggio, come ad onorare la nascita, scivolò con rispetto nell'acqua che lo rifletteva. L'aria e l'acqua del mare scintillavano e danzavano. La luce mi attraversava gli occhi ed usciva tremolando in ogni direzione, come le onde di calore che si alzano dalla terra estiva. Il neonato era di un rosa traslucido, ancora nello stato fluido e trascendente di radiante luce bianca. Noi eravamo lì, a crogiolarci in pieno fulgore.
tratto da "Estasi" - Chris Griscom
Nessun commento:
Posta un commento