domenica 28 gennaio 2007

Senza Parole

Senza Parole

domenica, 28 gennaio 2007 20:42
  

Anche le nuvole tinte di rosa, ieri, mi han trasportata nel mio mondo candìto, leggero, gioioso.
Poi, "in su la sera", un peso. Un peso tremendo, il solito. Quello che ogni tanto mi casca sulle spalle, mi spreme gli occhi, mi fa tremare, mi fa urlare. Pietre scagliate con "gusto" nel cuore della mia intimità. Col tentativo di convincermi, deviarmi, farmi tornare indietro..sulla "retta via".
E' rabbia che non riesco a contenere,  perchè è sana, forse, e vuole esprimersi.
Perchè vuol far da specchio a chi invece ne è schiavo, e cieco, sordo, non vuole liberarsi.. e pretende di tornare a incatenare me. Nooo. Non ci sto. E allora eccovi lo specchio, se volete provare a capire.

Io sono quel che sono. Andrò avanti, continuerò ad Essere. Continuerò ad Amare..
chi davvero Ama , mi riconoscerà. E mi seguirà. Anzi..ci correremo incontro.
E' già così! ...
E così, notte agitata, seppur essenzialmente serena, fiduciosa.
Ma mi sveglio assonnata, con ancora briciole di rabbia nella mente e un muso che raggiunge il centro del pianeta.. Non mi interessa, non ci penso.. mi trucco un po' ed esco, letteralmente assetata d'aria pura, limpida come il cielo terso di questa mattinata. Decido di raggiungere uno dei parchi cittadini che più amo, la mia oasi in questa città a volte soffocante, il Parco del Poggio, quello dove andavo a studiare nelle primavere dell'università, e a ridere e  chiacchierare con le amiche di ieri, oggi lontane, in ogni senso.
So che oggi c'è un po' di animazione per i bambini, ed è l'ideale, perchè ho proprio voglia di sorrisi, semplicità, colori, innocenza. Ho bisogno di ritrovare la piccola grande Ce', la bimba divina che Sono. Durante il tragitto incontro un caro zio. E' da tanto che non ci vediamo, eppure gli sono molto affezionata. L'avrò visto poche volte in vita mia, è uno zio di ennesimo grado, si può dire, ma mi ha sempre colpito la sua cordialità e la sua bontà da Babbo Natale, poi è saggio, e coi giovani ci sa fare. Lo riconosco da lontano e gli vado incontro sorridendo, lui mi guarda per qualche istante, poi mi saluta gioioso. Parliamo un po' e nel bel mezzo dei discorsi mi dice che mi trova davvero bene, che sono bella ed ho uno sguardo limpido, e che devo credergli, perchè non è un mero complimento. Lo ringrazio e gli dico che mi fido  , che mi sono sempre fidata di lui. Ma in fondo penso..cavolo, bella io? OGGI? Dopo quel che è successo?! Incredibile..o forse no..vuol dire che non ho soffocato del tutto la mia Luce. Mi chiede poi del mio fidanzato.. gli dico, un po' triste, che oggi non lo vedrò. Non posso. C'è il peso che ci blocca le ali! Tronco il discorso come a troncare in un solo colpo i pensieri che vedevo raggiungermi velocemente.
Lo accompagno verso casa, e poi raggiungo la mia meta. E qui, il miracolo.
Il Parco del Poggio, molto semplice e ben tenuto, custodito,  si trova in una zona
 collinare (Colli Aminei, appunto) di Napoli, da lassù si scorge quindi gran parte della città. Appena entro, in un istante, mi sento Nuova. Pian piano la mia voce Interiore si armonizza con la voce e le risate dei bambini. Li guardo e mi riconosco nei loro sguardi. Mi sembra di rinascere, ancora una volta, e ne sorrido, perchè ogni volta è sempre più estasiante. Resto per un po' a vederli giocare... poi proseguo per raggiungere la mia zona preferita..quella dell'arena che dà su un laghetto artificiale, in cui si gettano piccole cascate d'acqua. Beh io adoro stare lì ad osservare ed ascoltare l'acqua fluire. Perchè adoro l'Acqua,  che si insinua ovunque, che trova la sua via anche attraverso le rocce.. (ieri ho visto Memorie di una Geisha, e tra le tante cose mi ha colpito questa frase, perchè è mia!! ). In quel momento telefono al mio Angelo, che mi risponde dopo neanche mezzo squillo..ergo, altra dose di Amore e BuonUmore! 
Proseguo, passeggio un po', respiro a pieni polmoni..e sollevo lo sguardo verso il cielo. E' di un azzurrone intenso! Beh nelle foto si vede, ma non rendono l'idea (a proposito, cliccateci su per ingrandirle). Mi fermo a sedermi su un muretto. Respiro, mi godo il sole ad occhi chiusi. Poi li riapro e.. magia. Rivedo le mie lucine, la danza di miliardi di lucine nell'aria, intorno a ogni cosa esistente, ad ogni persona, a me, IN me, NEL Tutto.. E' pura e vibrante energia. Il cuore batte ma non c'è ansia, c'è pace, una pace indescrivibile, e c'è Amore, c'è il Mio Amore, ci sei Tu, ci siamo.. Noi. 
Torno così a sentirmi Uno in me e col cosmo intero. E torno bimba! Guardo la distesa d'erba..e penso che mi ci rotolerei su! Guardo gli alberi, e mi sento albero anche io! Li abbraccerei, come di solito faccio, quando non ci sono guardie in giro! Guardo il Sole, tra gli alberi..e riconosco la Luce che è in me.
 Ancora vibrante, apro la borsa e prendo diario e matita. Inizio a scrivere le mie sensazioni, come per tentare di trattenerle.. ma sono giusto due righi. Nel frattempo c'è chi passeggia  per il viale davanti al muretto. Qualche adulto mi guarda per un istante e via. I bimbi invece si soffermano, giusto il tempo di un sorriso, ricambiato. Uno di loro, un maschietto guarda il diario, poi me, ed esclama quasi incantato "che bello, signora!"..poi corre via. Non ho parole, chiudo tutto e prendo la macchina fotografica, per avere un ricordo dei miei amici, e per condividerli con voi. Mi guardo intorno, scatto foto, passeggio..incontro una splendida fatina..si chiama Greta, è biondissima e ha due ali bianche e rosa. Le piace correre sull'erba, è vietato ma a lei non interessa! E' una bimba e può farlo! Perchè quella è Vita! E lei è qui per vivere e per colorare il mondo con la sua Gioia. Ha un'espressione un po' triste e pensierosa, Greta, gioca con la sua Ombra..ma chi sa vedere, sa che non la teme, e scorge il lei il suo sogno, la sua Scelta.. Greta, tu sei Me..
Greta è qui.. merita un posto speciale! 
Così, gioiosa, torno a casa. Il peso è svanito, in realtà c'è ma non lo sento proprio più. Sono solo stanca ed assonnata! E poi mi manca il mio Angelo. Scelgo di non pensarci troppo, e così riaffiora l'Amore, l'Unione indissolubile, quella che supera ogni forma ed ogni illusione. Sorrido. Sospiro.  Dopo pranzo sfoglio un giornale di annunci..poi, lottando contro il sonno..(non so perchè ma devo star sveglia!) 
accendo il pc per scrivere questo post. Mando un sms al mio amore..scarico le foto..inizio a scrivere.... arrivo a metà..e mi squilla il telefonino. E' lui. E' qui. "lo sapevo".. esco in fretta.. per strada corro..corro e sorrido come Greta verso il Sole, eccola la piccola Ce', ecco, di nuovo, e ancor più intensa, la sua Gioia..in un istante l'asfalto diventa prato e i palazzi alberi..sorrido, penso, vibro.. lui mi appare (sì..appare, sempre) da lontano.. ci abbracciamo e così viviamo una delle nostre ore più semplici e intense.
Ad un certo punto mi guarda l'ora sull'orologio..è giunto il momento di separarsi. Chissà se ha notato che quell'orologio non è proprio granchè! E chissà se ha capito perchè lo porto lo stesso..sul quadrante c'è il diminutivo del Suo Nome. Me ne sono accorta solo il giorno dopo che mi è stato regalato.
Ed ora, che son di nuovo qui a terminare il post..non ho più nessuna parola..mi sento esplodere di Vita e ne sono Grata a Lui, alla Vita stessa, nonostante tutto, OLTRE tutto. E TU, con Me!

Che sia Vita, amici, AUTENTICA, sempre, ad ogni costo.

Vi abbraccio tutti! >--(^_^)--<

*Ce'pazzerella


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il mio folle amore

il mio folle amore

domenica, 28 gennaio 2007 10:47



E tutto il mio folle amore 
lo soffia il cielo 
lo soffia il cielo... cosi'. 


Domenico Modugno - Che cosa sono le nuvole? 


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sabato 27 gennaio 2007

Spogliati di Tutto!

Spogliati di Tutto!

sabato, 27 gennaio 2007 15:27
  

Quando la filosofia supera se stessa..per fondersi nell'Essere.
Nell'ambito dei discorsi sulla Filosofia, sul suo ruolo e i suoi limiti, tra i commenti al post Vita..? Fuori di Mente!

Vi lascio un po' della mia Tesi sull'Ineffabilità di Dio in Plotino.
Grazie in anticipo a chi ha la pazienza di leggerlo tutto!! E' lunghino ma vi assicuro che ne vale la pena.

Risulta evidente, a questo punto, che nell’ascesa all’Uno, Plotino pone spesso l’accento sul distacco dal corporeo e dal materiale (considerato come privazione del bene) come fine precipuo da raggiungere, del resto la libertà in sè risiede nell’immateriale . La novità del filosofo però, rispetto alla tradizione greca classica, consiste nell’aver prospettato la possibilità di realizzare tale distacco e di realizzare pienamente l’Unione con l’Uno, già in questa vita,mediante l’unificazione mistico- estatica con l’Assoluto.Anche in questa vita, l’uomo può attingere la scintilla divina, ma distaccandosi interamente, con il Nous, da tutto ciò che è materiale; e ciò gli è reso possibile dalla presenza in sé dell’anima incorporea, che aspira continuamente a unirsi col Divino incorporeo.  L’anima razionale dell’uomo, infatti, possiede la virtù contemplativa e tende, quindi, volgendosi verso l’alto, a ricongiungersi al Principio da cui, per il processo di “discesa (emanazione), deriva . Risulta evidente che nella contemplazione è l’anima razionale che agisce, volgendosi agli oggetti per coglierne l’aspetto intelligibile, mentre la parte inferiore dell’anima, quella sensibile, considera appunto tale aspetto corporeo degli oggetti . Ma questo atto, afferma Plotino, è un subitaneo atto d’intuizione, che esclude il ragionamento discorsivo, la dimostrazione come passaggio da concetto a concetto: “Che cosa impedisce che anche l’anima diventi l’intuizione subitanea di cose intuite tutte insieme?”. Questo riportare la contemplazione all’intuizione lega strettamente la contemplazione stessa alla dialettica, che ci porta ad accostarci alla Mente, primo determinarsi dell’Assoluto Ineffabile, l’Uno . Infatti, secondo Plotino e a differenza di Platone, la nostra mente partecipa dell’intelligibile non già per aver contemplato in una vita anteriore le essenze ideali, modelli del sensibile, ma perché essa stessa è un momento particolare della Mente, che attinge dal Principio la vita e la riversa nel mondo degradante del reale . La compiuta fusione tra l’Uno e Dio, ovvero con l’Uno come totalità dell’essere, si attua con l’estasi, che si pone al di sopra di ogni conoscenza riflessa, perfetta fusione spirituale col Principio del tutto. Estasi significa letteralmente “uscire da se stessi” e ciò in realtà rappresenta il superamento di ogni dualità discorsiva, l’identificarsi dell’anima con l’aspetto della sua contemplazione, la sua unione col Bene ineffabile, il suo abbandono ad esso .
Chi è rapito dall’estasi (Porfirio narra che Plotino sperimentò l’estasi quattro volte nella vita ) si trova unito con Dio, in uno stato di calma prodigiosa:
“quasi rapito o ispirato, è entrato silenziosamente nella solitudine e in uno stato che non conosce turbamenti, e non si allontana più dall’ essere di Lui, né più si aggira intorno a se stesso, essendo ormai assolutamente fermo, identico alla stessa immobilità” .
Il brano citato è tratto dall’ultima delle Enneadi e può considerarsi come quello che compie il pensiero di Plotino e nello stesso tempo ne delinea l’aspetto essenziale. Esso rappresenta il più compiuto sistema di misticismo del mondo greco, certamente uno dei più importanti edifici metafisici di ogni tempo. Ciò che conviene sottolineare è che questo misticismo non deriva da un ingenuo abbandono sentimentale o da una morbosa riluttanza all’esercizio della ragione; tutt’altro: il misticismo di Plotino si innesta nel tronco della grande produzione razionalistica e intellettualistica greca, la rivive alla luce delle esigenze nuove accennate nei capitoli introduttivi e la proietta nella storia come punto di riferimento imprescindibile .
Non è quindi rinuncia allo sforzo e al lavorio della ragione, ma rappresenta piuttosto la tendenza di questa ad indagare fino ai limiti del penetrabile, anche se, giunta ad essi, deve concludere ed ammettere la sua insufficienza . Osserva la Isnardi Parente:“Dal Simposio Plotino riprende, per applicarla al momento estatico, l’espressione “intuire in un attimo”, “vedere d’improvviso”…ma il vedere, l’intuire di Platone è sempre un vedere intelligibile, è l’intuizione di una forma. Per Plotino occorre arrivare al di là dell’essere e del pensiero, alla solitudine totale dell’assolutamente semplice. Occorre arrivare al silenzio, là ove pensiero e discorso cessano, perché sono superate ragione e forma. ”
E, ancora, il Geymonat:
“Il significato mistico di questo processo è evidente. Esso dà a tutta la filosofia di Plotino un tono di elevata religiosità.Finisce però coll’abbassare la filosofia stessa, col porre al di sopra di essa qualcosa che non è pura razionalità, ma amore, dedizione di sé, rapimento in Dio” .
Il merito storico di Plotino è quello di esser riuscito a far penetrare nella concezione del mondo, al di fuori di ogni rivelazione di una religione positiva, il concetto di Provvidenza, che si esprime come la necessità con cui si svolge il bene, con cui l’Uno si emana; principio benefico, dunque, che permea il tutto e il tutto attira costantemente a sé. 
(...)
Nell’Enneade V-17, Plotino esclama: “Spogliati di tutto!”, perché l’Anima possa raggiungere finalmente il suo scopo, cioè 
“toccare quella luce e contemplarla mediante quella stessa luce, non con la luce di un altro, ma con quella stessa con la quale essa vede. Poiché la luce, dalla quale è illuminata, è la luce che essa deve contemplare. Nemmeno il sole si vede mediante una luce diversa”. 
Questo, a mio avviso, meraviglioso passaggio, è diventato, così come nota il Beierwaltes, un elemento peculiare della mistica medievale, verificabile soprattutto nelle parole di Dionigi l’Aeropagita. Nella sua Mystica theologia, il filosofo mette in evidenza che la negazione è “astrazione e toglimento di tutto ciò che è” e costituisce l’accesso alla “luminosissima oscurità divina”, illustrando questo concetto con la metafora plotiniana dello scultore. La stessa metafora ha ispirato anche Meister Eckhart, che scrive: 

“quando un artigiano fa una statua di legno o di pietra, non immette l’immagine nel legno, ma elimina i trucioli che avevano nascosto o coperto l’immagine; egli non aggiunge nulla al legno, ma toglie via e scava ciò che la ricopre ed espelle le scorie fino a che finalmente risplende ciò che sotto vi era nascosto”. 
E’ opportuno sottolineare che, alla base di questa dialettica di negazione, sta non, come si potrebbe credere, la pura indeterminatezza, ma piuttosto la pienezza dell’Essere, che non va confuso con nessun altro, pur possedendo in sé le note positive di ogni essere, ma in modo supremo. Esiste un nuovo metodo per scorgere l’Uno, il metodo mistico, non più fondato sulla mera dialettica umana
Nello stesso modo in cui bisogna che la materia sia priva di ogni qualità per poter ricevere i “semi” di tutte le cose, così e a maggior ragione bisogna che l’anima sia “senza forma”, affinché nulla le impedisca di essere riempita e illuminata dalla natura prima. Se è così, bisogna che l’anima abbandoni tutto quello che è esteriore, rientri in sé e giunga ad ignorare tutto, persino se stessa, quando gode della compagnia dell’Uno. Queste sono le condizioni, che l’anima può rispettare proprio perché possiede in sé la traccia dell’Uno, la somiglianza che l’avvicina ad esso:
“…poiché una parte di noi è prigioniera del corpo, come se uno avesse i piedi nell’acqua e ne fosse fuori col resto della persona, noi ci eleviamo al di sopra del corpo con quella parte dell’anima che non è immersa in esso e allora col nostro centro ci mettiamo in contatto col centro del Tutto…e colà riposiamo”. 
Dopo che l’anima, poi, è stata fecondata da Dio, “è gravida di tutto questo”: bellezza, amore, giustizia e virtùL’Uno-Dio è perciò apertamente comprensibile per chi lo contempla; mentre la capacità umana di esprimerlo resta sempre insufficiente. Tutto ciò, tuttavia, non impedisce che si possa, anzi si debba, filosofare sull’Uno. Chi si stanca ed abbandona la speculazione col pretesto di non essere capace di adoperarla per una simile realtà suprema, dimostrerebbe di non aver compreso che tutto ciò che è esprimibile e formulabile deriva, in ultima analisi, dall’Uno a cui è legato; e da cui, come realtà suprema, il filosofo stesso non può allontanarsi se non vuole perdere di vista l’indagine della verità, anzi, “il filosofo, per natura, è portato a queste ascese”. 
Pertanto, coloro che pensano e parlano dell’Assoluto, assomigliano agli “entusiasti”, a coloro che:

“invasati e inspirati da Dio, arrivano a tal punto da sentire nel loro intimo qualcosa di più grande di loro, pur non sapendo che cosa sia, e da quelle commozioni da cui sono agitati e di cui parlano, traggono una certa conoscenza di Colui che li pervade, pur essendo esse ben diverse da Colui che li agita, così anche noi veniamo a trovarci press’a poco con Lui, allorché la nostra Intelligenza è pura e abbiamo il presentimento che Egli sia l’intima Intelligenza, Colui che dona l’essere e tutte le altre cose dello stesso valore”. 
In tali momenti, utilizzando qualcosa che è in noi, ci rendiamo consapevoli di ciò di cui, in realtà, non siamo davvero consapevoli, di ciò che è nascosto ma è sempre attivo in noi. Ecco perché “l’Uno è in noi”, ma allo stesso tempo “non ci appartiene in modo diretto”. Se l’Uno fosse a nostra disposizione, potremmo conoscerlo ed esprimerlo nella Sua essenza, ma così distruggeremmo la sua assoluta unicità e la sua originaria autosufficienza. D’altra parte, però, se non lo avessimo in modo diverso, ossia indirettamente, non nascerebbe nemmeno in noi la volontà e il desiderio di esprimere l’Uno. Secondo Plotino, la verità è che, inizialmente, l’Uno è attivo in noi in modo oscuro , cioè senza che ne siamo consapevoli. Ma possiamo diventarlo, utilizzando ciò che ancora non abbiamo reso completamente presente a noi, rendendoci conto che proprio questo è un momento essenziale per la nostra autocoscienza,
“sempre siamo intorno a Lui, ma non sempre volgiamo a Lui lo sguardo. Un coro di cantori, pur essendo stretto intorno al corifeo, può voltarsi a guardare al di fuori, ma quando si è nuovamente rivolto a guardare all’interno, allora soltanto canta bene ed è veramente stretto intorno a Lui. Allo stesso modo […] quando volgiamo a Lui (l’Uno) lo sguardo, soltanto allora troviamo in Lui il nostro fine e il nostro riposo e , senza alcun disaccordo, danziamo veramente intorno a Lui una danza ispirata”. 
In questa danza ispirata intorno all’Uno, l’anima contempla la sorgente della vita, la sorgente dell’Intelligenza, il principio dell’essere, la causa del bene, la radice dell’anima. L’essere commossi dal pensiero di Dio, è dunque un presupposto fondamentale per poi “esser rapiti” da Lui, il quale trascende persino questo stesso stato di profondo entusiasmo. 
E’ solo nell’ Uno, dunque, che l’Anima può finalmente riposarsi, lontana dal male, poiché la vita di adesso, la vita senza Dio, è solo un’imitazione dell’altra, è “una traccia di vita”. Il vivere di quaggiù, fra le cose terrene, è caduta, esilio, è “perdita delle ali”, che riacquisiamo solo rivolgendoci verso la nostra fonte di Luce, che è costantemente lì, per noi : “l’Uno, essendo immune da alterità, è sempre presente; noi, invece, siamo presso di Lui soltanto quando non ne abbiamo”. Coloro che si impegnano in questo campo, liberi da ogni intralcio, bisogna che vadano fino all’estremità del luogo in cui possono arrivare ; il viaggio termina quando ci si trova al culmine dell’intelligibile. Qui Plotino, seguendo una formula che attinge da Numenio, afferma:Questa è la vita degli dei e degli uomini divini e beati: distacco dalle restanti cose di quaggiù, vita che non si compiace più delle cose terrene, fuga di solo a Solo”.
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venerdì 26 gennaio 2007

Insieme

Insieme

venerdì, 26 gennaio 2007 17:06
  

Soltanto (...) i marinai di altri tempi si ricordano che non si può fare il punto con un solo dromo; ce ne vogliono almeno due, in mancanza dei quali si può ottenere solo un allineamento, in un'unica direzione.
(...) Ci vogliono almeno due fonti di luce, altrimenti si presenta soltanto un allineamento, che si trasforma prestissimo in una direttiva imperialistica, necessaria, obbligatoria. Se il chiarimento viene fornito dal medico, dall'esperto, dal ricercatore, dal biologo, per farla breve, sempre e soltanto dalla scienza, colui il quale deve decidere, in fretta, e che il più delle volte si trova in una situazione patetica, conoscerà soltanto il destino della nuova necessità cieca proprio come quella che l'ha preceduta, ossia quella del narcisismo tecnologico e razionale. (...)
La luce che da noi dipende si lega strettamente a ciò che non dipende da noi, l'ombra di cui parlavo prima. Curiosamente, il massimo della luce può allora portare a un'ombra massima.
Ci serve un altro faro.

(Michel Serres, "Chiarimenti. Cinque conversazioni con Bruno Latour")




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giovedì 25 gennaio 2007

Vita? Fuori di mente!!

Vita? Fuori di mente!!

giovedì, 25 gennaio 2007 17:40
  



STO TORNANDO.


Come possiamo essere collegati alle dimensioni e alla realtà della Nuova Energia e contemporaneamente essere circondati da una realtà, una dualità con le sue regole con modelli di fede limitanti, senza dover sperimentare un senso di separazione, resistenza, frustrazione, etc? Esiste un modo per integrare entrambi i mondi dentro di noi?
Grazie mille.

ADAMUS SAINT GERMAIN: Certamente, e questo riassume l’intera sfida di tutti voi che avete scelto di essere sulla Terra in questo tempo di cambiamenti. Una parte di voi era così eccitata all’idea di essere qui per l’avvento di una nuova era e di un modo totalmente nuovo di fare le cose. Nell’eccitazione avete dimenticato che noi vi stavamo sussurrando nell’orecchio, e talvolta gridando a voce alta che ci sono altre ramificazioni nell’essere un pioniere e nell’essere uno standard. Ci sono anche le implicazioni di dover fare i conti con la coscienza di massa. All’inizio della nostra argomentazione di oggi, vi ho detto che perfino gli angeli devono indietreggiare di fronte alla potentissima gravità Energetica della Terra. E’ molto forte, e spinge dentro. Spinge dentro le cose. 
Così, tu stai vivendo in un corpo umano in questa coscienza di massa del mondo; come mantenere l’equilibrio tra le due cose? Una parte consiste nel riconoscimento di come ti senti vivendo in un corpo fisico, vivendo nel mondo. Riconoscendo ed essendo onesti nel dire talvolta che essere umani assorbe molto. Dicendo che talvolta è molto difficile essere illuminati o chiari sulle cose, dovendo ancora andare attraverso la stessa spessa energia che producono altri umani. Una volta che iniziate ad essere molto onesti con voi stessi su tutto questo e realizzando che non dovete permettere al loro fango di appiccicarsi su di voi, o, come dice Kryon nella parabola, potete stare nella buca del catrame, ma non dovete permettere al catrame di coprirvi. 
Alcuni di voi lo considerano scorretto non immergersi in questo fango col resto degli umani. Sentono che se gli altri stanno lì, dovrebbero esserci anche loro. Ma io vi dirò che può esserci un modo nuovo. Essere nel fango, senza esserci, se capite cosa intendo. Potete essere nella pesantezza del vivere giorno dopo giorno, senza permettere che vi si incolli addosso. Voi direte,Com’è possibile? Bene, voi avete scelto di andare a vivere sulla Terra. Avete scelto di essere come standard della nuova energia, ma non di assumere la pesantezza come vostra. Voi dovete capire che appartiene a qualcun altro. E’ il loro fango. Loro possono averlo. Voi non dovete spalmarlo sul vostro corpo e le vostre creazioni. E’ così semplice. E’ una Scelta. E’ un Modo Nuovo. Voi non dovete essere martiri. Non dovete essere al loro livello, perché in un certo senso il fango non vi sta bene. Tende a diminuire la luce dello standard. E molto francamente, più di ogni altra cosa, loro non lo vogliono. Vogliono un esempio. Vogliono vedere qualcuno che non permette al fango di attaccarsi. Vogliono vedere qualcuno che sa levarsi al di sopra di questo. Così, Grazie.
Fango è Vivere Pensando..
ma Vita è Fuori di Mente!
Vita è Follia
Vita è Amore..!
Vita è la Via imprevedibile.
Vita è Libertà.
Vita è Comprendere.
Accogliere.
Abbracciare.
Stare INSIEME.
Essere Con..Essere Per..
Essere.


Vita è Volare..senza Ali e senza Rete...con Te


*



martedì 23 gennaio 2007

My Lord..

My Lord..

martedì, 23 gennaio 2007 21:00
  2 commenti



..one day I'll fly away!
Don't you think it's time you started
Doing what we always wanted
One day we're gonna get so high
Cause even the impossible
Is easy when we got each other
One day we're gonna get so high


Non pensi che è tempo che tu iniziassi
A fare quello che hai sempre voluto?
Un giorno riusciremo ad arrivare in alto
Perchè anche l'impossibile è facile
Quando siamo l'uno con l'altro
Un giorno riusciremo ad arrivare in alto

*


domenica 21 gennaio 2007

Stanotte, Via.

domenica, 21 gennaio 2007 22:59
  9 commenti

Caratterialmente insicura,essenzialmente fiduciosa. 
Sembra quasi impossibile.. eppure, sono io. 
Nudasempliceipersensibile,fragile..
ma con una Fede capace di spaccare il mondo, 
..incosciente, sfrenata, senza limiti,oltre ogni definizione..in una parola..FOLLE.
E non è un appiglio, arde in me da quando sono al mondo. Da quando ancora non conoscevo la sofferenza,l'attaccamento, la delusione, la solitudine.
E poi? Poi ho vissuto anche queste, ho pianto, non poco - ho sempre scelto di gustare ogni aspetto di questa Vita - ma dopo un po', sorvolando,
ho ricordato, ho attinto dall' Essenza,
ho colto il dono e ho ringraziato, sorridendo.
E ora? Ora..mi trovo, forse, ad affrontare la sfida più grande. E non è facile, non è per niente facile..
..ma è semplice perdonatemi.
E' uno di quei casi in cui essere te stesso
nel modo più puro, autenticopuò generare conseguenze terribiliTerribili nell'apparenza
ma il carico emotivo c'è, non posso negarlo.
Ho appena scritto ad una nuova amica che è bene concedere il tempo alla mente 
e alle emozioni di ascoltare e seguire la voce dell'Anima, del Sentire Profondo.
Beh, vale anche per me. E' proprio vero che dando si riceve.
Mi son risposta da sola. O forse no. Sicuramente, NO. 
Senza fretta, continuerò a sentire la voce interiore e ad agire di conseguenza.
So già che sono sulla mia Via, quella giusta per me.
E continuerò a percorrerla.
Và dove ti porta il Cuore, scriveva la Tamaro.
Era il mio motto, negli anni del ginnasio..Ora è la Mia Silenziosa Verità.

La mia mente si svuoterà presto, per tornare ad accoglierMi,
le mie emozioni si placheranno, si coloreranno d'Amore.
Domani, accadrà domani.
Ma StanotteCuore mio..ho solo voglia di volare Viacon Te.

Fa' 
Che sia possibile 
Per me che ho messo via le maschere 
Scegliere qui la tua libertà 
Mi aspetto un cielo senza nuvole 
Cuore sincero, irreprensibile. 
Fammi sognare almeno tu! 
Via 
E lascerò queste rovine per sempre 
Seguendo la tua voce in mezzo alla gente 
E non m’importa dove andrò 
No 
Purché sia altrove 
In tutta un'altra dimensione 
Dove non c'è meschinità 
Là 
Io voglio esistere 
E tu mio cuore fammi credere 
Credere che 
Mi succederà.... 
Via...via...via! 
Fammi sognare almeno tu! 
R.Zero


*

giovedì 18 gennaio 2007

Radha

Radha

giovedì, 18 gennaio 2007 21:51
 

"Radha - Radharani è la figura femminile associata a Krishna.
"I suoi occhi superano in bellezza la linea attraente degli occhi dell'uccello cakori. Colui che guarda il viso di radharani disprezza senza esitazione il fascino della luna. La carnagione di Radharani supera la finezza dell'oro più puro..."

Nella letteratura tradizionale vaishnava (il ramo dell'induismo in cuisi venera la figura di Krishna), Krishna viene paragonato al sole, e Radha alla luce del sole. 

Entrambi esistono contemporaneamente, ma uno deriva dall'altro. Nello stesso tempo, è un errore credere che uno sia prioritario rispetto all'altro, perché non appena appare il sole, appare la sua luce.
Cosa ancora più importante, il sole non ha alcun significato senza i suoi raggi, il suo calore e la sua luce. E calore e luce non potrebbero esistere senza il sole.
Così, il sole e la sua luce co-esistono, ciascuno di importanza uguale all'esistenza dell'altro. Si può dire che essi siano simultaneamente una cosa sola e due cose diverse.
Allo stesso modo, la relazione fra Radha e Krishna è quella di inconcepibile identità nella differenza.Sono, in essenza, una singola entità (Dio/Dea) che si manifesta come due distinti individui allo scopo dello scambio interpersonale.
Si dice che "il Signore Krishna affascina tutto il mondo, ma Shri Radha affascina persino Lui. Quindi Ella è la suprema Dea. Shri Radha è il pieno potere [in particolare Radha è il potere del piacere, considerato il supremo potere], mentre Krishna è colui che ha pieno potere.... Radha e Krishna sono uno, benché abbiano preso due forme differenti per godere della loro relazione."La Danza dei Due come Uno...


"L'aspetto maschile e femminile di ogni essere dotato di anima è stata la prima separazione, la prima divisione della consapevolezza, anche nei livelli angelici.
Questa divisione tra maschile e femminile è avvenuta prima della separazione di luce e ombra, è accaduta prima della separazione tra negativo e positivo. Questa separazione dell'anima in maschile e femminile, o l'illusione della separazione risale a molto, molto, moltissimo tempo fa e ci sono molte, moltissime implicazioni in quanto la divisione è stata determinata nell'energia. Esistono molte energie e gruppi ed individui che hanno creduto a questa separazione, molti che si sono conferiti un’energia più maschile, molti altri che si sono assegnati un’energia più femminile. Così, proprio adesso, qui sul pianeta Terra state sperimentando qualcosa di ciò che sta avendo luogo con questa Nuova Energia di evoluzione, che sta cercando di riportare indietro e di riunire maschile e femminile...."

Adamus Saint-Germain
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mercoledì 17 gennaio 2007

la mia nascita

la mia nascita

mercoledì, 17 gennaio 2007 11:10
  


La Mia Nascita
di Cristina Garavaglia


Non importano le date,importano i momenti e ci sono momenti che ti portano la consapevolezza che niente sarebbe stato più uguale per Te dopo averli vissuti.

Il giorno del mio primo ricordo è proprio uno di questi momenti.
Era estate,  e stavo nella mia camera da letto, c’erano le finestre aperte e la luce filtrava nella stanza, fuori era buio ma il chiarore della notte estiva, in contrasto con il buio interno della stanza, mi accompagnava nel sonno.

Bruciava un incenso aromatizzato alla rosa, l’aria fresca dell’esterno accarezzava il mio corpo disteso nelle lenzuola ed io stavo serenamente sprofondando nel sonno.
All’improvviso provai diverse sensazioni con tutto il corpo: fu come se tutti i miei sensi si fossero risvegliati e ….anche se ancora c’era buio attorno a me…mi sentivo sveglia ed attiva.

Già un buio intenso ed allora dove ero?
Mi posi mentalmente questa domanda ed immediatamente mi sentii riempire da una incredibile quiete … e nei miei pensieri si formò la consapevolezza di una risposta : Sono nel Mio Luogo, questo è il mio posto, sto bene qua, mi sento protetta e tranquilla. E’ la mia casa, ne conosco ogni angolo ed ogni centimetro, sono al caldo, protetta e perfettamente a mio agio.

All’ improvviso, mentre mi beavo in questi pensieri di tranquillità  ci fu un sussulto, era come se tutto intorno a me, l’ambiente che identificavo “il Mio Luogo”, fosse stato colto da uno spasmo che lo faceva tremare… Come un terremoto…. non ne ho mai vissuto uno ma forse potrebbe essere un’ efficace similitudine.
Ed i pensieri e le mie consapevolezze furono di natura diversa: paura, attenzione estrema, concentrazione…. Ma che succede?  Pensavo. Cosa sta succedendo al mio luogo, mi sentivo prima così protetta ed al sicuro ed ora sento che tutto attorno a me sta cambiando.

Insieme a questi pensieri arrivarono le sensazioni tattili, era come se anche le mie cellule,il mio corpo,i suoi organi potessero ricordare, e a distanza di anni, lì nel mio letto nella provincia di Milano rivivevo qualcosa di antico, non solo con pensieri ma anche con la mia memoria molecolare.
Mi sentivo sballottata a destra e a sinistra, tutto il mio corpo mi sembrava immerso nell’ acqua e  mi sentivo un legnetto sbatacchiato dalle onde.
Aiuto, pensavo, che sta succedendo al Mio Luogo protetto e sicuro? Che cosa è questo cambiamento? Che succede?

Ancora una volta ai pensieri si accavallarono sensazioni tattili e corporee, all’improvviso iniziai a sentirmi scivolare verso il basso, lentamente verso il basso, ogni centimetro di scivolamento significava per me l’allontanamento dal Mio Posto Sicuro ed il panico cresceva insieme ad una grande necessità…quella di cercare di tornare sopra, risalire verso la mia casa, il mio posto sicuro.

“Voglio tornare lassù, lì c’è il Mio Posto, lì si sta bene, si è protetti, e si è sicuri.
Che cosa sta succedendo? Scivolo, vorrei aggrapparmi ma è impossibile e tutto continua a muoversi ed inesorabilmente scivolo… io voglio tornare lassù…
Poi cominciò un’ inaspettata sensazione di “schiacciamento” era come se tutto intorno a me fosse diventato improvvisamente piccolo e mi sentivo avvolta dalle pareti che prima mi circondavano ed ora queste pareti mi schiacciavano verso il basso…inesorabilmente verso il basso…

Aumentava l’incertezza e la voglia di risalire ma non ci si riusciva… anche la sensazione di schiacciamento aumentava e mi sembrava di essere in un tunnel così stretto da rimanerne incastrata e poi..poi era proprio il tunnel che appicicandosi a me mi spingeva giù…
Questa sensazione durò a lungo..come il mio assoluto terrore… e poi …poi all’improvviso tutto attorno a Me si allargò, enormemente, fu come essere immersi in uno spazio vastissimo…e provai un dolore gelido e lancinante, come se qualcosa entrasse in me dal mio naso e,dilatandoli,  mi spaccasse narici e polmoni… per usare una similitudine oggi vi direi che era come respirare acqua gelida dal naso…

La domanda che continuavo a pormi assillantemente era che cosa sta succedendo??? Dove ero???

Mi risvegliai di soprassalto, ero di nuovo nella mia stanza con il fresco estivo della notte ed i raggi di luna che penetravano dalla finestra .. scossa mi sedetti sul letto e risentii per la prima volta il mio grande corpo da adulta… mi sedetti sul letto e capii di aver rivissuto la mia nascita… già ed il liquido gelido non era altro che aria ed il dilatante dolore il primo respiro.

Avevo avuto una regressione spontanea ed avevo rivissuto la mia nascita, il ricordo si era manifestato a livello mentale con i pensieri ed a livello  corporeo con le sensazioni fisiche.

Dopo tanto tempo, sono passati quasi due anni da allora, mi sono convinta che quello che più mi abbia colpito di questo ricordo sia stata la mancanza di informazioni.
Continuavo a chiedere cosa stesse succedendo ma non ricevevo nessuna risposta…. E lo stress del cambiamento della forma del Mio Luogo di origine da confortevole a troppo stretto  era stato enorme.

Ora nasce un'altra domanda e  mi chiedo:” E se qualcuno mi avesse spiegato? se qualcuno mi avesse preparato? se qualcuno mi avesse chiamato dicendomi che mi aspettava alla fine dello stretto tunnel… sarebbe stato diverso?  Sono sicura di sì.

Così come mi sentivo collegata al luogo che mi circondava a cui ponevo le mie domande, così avrei ricevuto risposte e pensieri.

Immaginatevi allora come sarebbero mutate le mie sensazioni se vi fosse stato un dialogo, se qualcuno mi avesse preparato a ciò che stava succedendo, se questo qualcuno mi avesse rassicurato mentre tutto accadeva…. Se questo qualcuno che mi circondava mi avesse trasmesso la naturalezza di questo distacco e la semplicità del cambiamento….Beh…Credo che tutto sarebbe stato diverso.
Io stavo entrando senza nessun supporto in una dimensione più fisica fatta di impulsi più forti e dove il mio corpo ed i miei cinque sensi sarebbero stati più sollecitati. Nessuna preparazione,nessun corso solo la meccanicità di un evento subito.

Il viaggio dei bambini…non sarebbe  forse diverso se fosse fatto insieme a qualcuno?


Ebbene sì io credo che i bambini ci sentano e non solo, credo che siano esseri dotati di intelligenza e personalità già formate.

Devono solo imparare un nuovo linguaggio e soprattutto devono imparare il loro corpo fisico.

Ora accompagnatemi in questo breve esercizio di immaginazione:

Immaginate per un attimo di essere trasportati in un ambiente completamente diverso dal vostro, su un pianeta lontano, dove tutto è sconosciuto: linguaggio, colori, odori, paesaggi forme, persone e non solo, immaginate di non avere più il corpo a cui siete abituati, potreste essere in un'altra forma…quella di un animale ad esempio…come vi sentireste? Non sareste spaesati? Non dovreste di nuovo imparare a vedere, parlare, sentire? A muovervi con il nuovo corpo che vi è stato dato? Immaginate la sconvolgente forza di questo processo di ambientamento soprattutto applicata alla difficoltà di un corpo anche esso in crescita ed in mutamento.
Non credete sia difficile?
Ed allora fate ancora un altro passo immaginate il posto da dove vengono i bambini. Immaginate sia un mondo meraviglioso, dove si comunica con la telepatia e si rimane collegati con ogni altro essere che ci circonda dove tutto ciò che ci manca ci viene dato senza essere richiesto, dove si è liberi di andare, correre, spostarsi senza dover muovere dei muscoli od appoggiare i piedi su terreni duri…

Chiudete gli occhi ed immaginatevi la semplicità di un mondo dove si naviga nell’ amore dell’ universo e delle anime che ci circondano…. Ci riuscite? Sentite quella rilassante e piacevole sensazione pervadervi? Ebbene ora immaginate di nascere sulla terra, tornate al vostro corpo, ai vostri sensi al luogo da dove siete partititi con questa piccola meditazione…come vi sentite ora?

Ebbene sappiate che questa sensazione di disagio non è che un decimo di quella dilaniante sensazione di separazione che prova il bambino alla nascita.

E’ allora importante che le madri siano consapevoli del lungo viaggio che il bambino ha fatto per giungere fino a loro, delle avventure che ha affrontato dei luoghi che ha attraversato ma soprattutto delle mutazioni che lo hanno coinvolto.

Immaginate un angelo che sceglie di giungere sulla terra per diventare umano….lascia il suo luogo ed i suoi talenti per diventare completamente Umano e provare questa esperienza…ebbene…questo è quello che è accaduto al Vostro bambino e prima di Lui a tutti noi.

Tutto questo è il piano divino.

 
tratto dal libro
di Cristina Garavaglia
(Anima Edizioni)

lunedì 15 gennaio 2007

a proposito di egoismo

a proposito di egoismo

lunedì, 15 gennaio 2007 22:00


"L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare,
ma nel pretendere che gli altri vivano come pare a noi"

Oscar Wilde


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domenica 14 gennaio 2007

io sono

io sono

domenica, 14 gennaio 2007 23:38



IO SONO

assoluta, eterna

Io Sono Figlia dell'Universo
creatura, bimba divina, fiamma gemella, scintilla in cerca del Sacro Fuoco Eterno, Sua Fonte

Io sono Cecilia
piccola donna che immagina, plasma e colora il suo Sogno di Vita 

Io sono figlia di chi mi ha generato
eterna bimba tra le braccia dei genitori

La piramide è questa. Quella che chiamate "dignità", PER ME, è nel VERTICE.
Ma il vertice è al tempo stesso PRESENTE in "ogni ruolo".
L'ho trovato, e ora ne è imprescindibile.
Dunque,mettetevelo nella zucca..e non lasciatelo solo nel Cuore
se davvero, come dite, lo VOLETE
perchè, forse, allora, così come io vi amo e vi sono grata, mi A-ME-RE-TE!

***
   E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli. 
   E lui disse:
   I vostri figli non sono figli vostri.
   Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa. 
   Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
   E benché vivano con voi non vi appartengono.

   Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri: 
   Essi hanno i loro pensieri. 
   Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: 
   Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. 
   Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
   La vita procede e non s'attarda sul passato.
   Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. 
   L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
   Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere; 
   Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.

Kahlil Gibran



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