giovedì 3 febbraio 2005

dal Simposio di Platone (riassunto)

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-Cos’è Eros..? - chiese Socrate alla sacerdotessa Diotima-.. è Buono?
-No Socrate-rispose Diotima- non è buono..!
-Perbacco, allora è cattivo! Com’è possibile? -
- No Socrate, se una cosa se non è buona non necessariamente è cattiva. Ci sono innumerevoli possibilità intermedie. Eros non è né Buono né Cattivo.-
-Va bene, allora dimmi chi è Eros.Un dio, suppongo.-
-No Socrate. Eros non è un Dio. -
-Cosa sentono le mie orecchie!?!  Non può mica essere un mortale! -
-Infatti non lo è. Eros è a metà strada tra il dio e il mortale. Eros è un demone, messaggero degli uomini, che inviano agli dei le loro preghiere e sacrifici, e allo stesso tempo messaggero degli dei, poiché porta ricompense e doni destinati agli uomini. Socrate, ricorda che non è detto che se un oggetto non ha una determinata caratteristica abbia necessariamente la caratteristica opposta.
Eros è Amore per la Bellezza, più precisamente amore per la generazione della bellezza. Lo stesso amore che gli uomini provano ad una certa età, e che li spinge ad unirsi procreare..l’amore per la procreazione è un sentimento infinito, eterno..è la Mortale Immortalità degli Uomini. Perché creando cose belle  affermano la propria esistenza e riconoscono la propria bellezza, e procreando, generano nuovi uomini, e si donano uno stralcio d’immortalità. -
-Tutto questo m’incanta, Diotima, le cose stanno davvero in questo modo? -
-Certo Socrate. Chi è fecondo nel corpo, si procura l’immortalità per mezzo della procreazione dei figli, ma c’è chi è fecondo anche nell’anima, e segue un percorso diverso che lo porta all’Ascesa intellettuale e conoscitiva.  L’uomo saggio, l’uomo sveglio, scorge Eros-Bellezza e Amore in tutte le cose.  In ogni istante della propria vita egli è mosso dal desiderio di conoscere e riconoscersi nella Bellezza. Così inizia a notarla prima in se stesso, poi negli altri. Stringe amicizia con una persona che coltiva il suo stesso interesse, inizia a creare cose belle e ad elaborare discorsi belli. Scorge la Bellezza nelle cose che lo circondano dalla più infima alla più importante..finchè non sente di far parte egli stesso di un “disegno” più grande,così a quel punto scorge il Bello, l’Amore, la forza che tutto unisce e tutto comprende, di cui anch’egli partecipa..e la sua Anima s’inebria, la sua Vita acquista un senso, anzi, riconosce il suo senso di sempre.. Nota bene, caro Socrate, che ogni passaggio di questo percorso non demolisce quello precedente..ma tutto il cammino è un processo di “espansione” a cui tutti possono partecipare, a meno che non scelgano di “dormire” per tutto il tempo della loro vita. Ed è proprio in questo “cammino” che consiste l’essenza della “filosofia”. Una volta conosciuto e “visto” il Bello, il filosofo saprà come comunicarlo agli altri, saprà come ”svegliare” nuove anime. -

Questa è la mia versione in termini molto più semplici del dialogo tra Socrate e la Sacerdotessa Diotima che Platone ci presenta nel Simposio, è una delle pagine platoniche più affascinanti, a mio avviso.

“Non bisogna fuggire dal Mondo, ma vivere nel Mondo in un nuovo modo, pensare ed agire con Bellezza e Amore, con eccellenza e Verità. Questa è la Mortale Immortalità degli Uomini.”

Un abbraccio a tutti!

*Cecilia*

3 commenti:

  1. 14:52, 03 febbraio, 2001 gennaio 1990 alle ore 01:00

    sempre magico e dolce il tuo blog.
    ti ho linkato nel mio.
    ciao Cecilia

    un abbraccio

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  2. 15:51, 03 febbraio, 2001 gennaio 1990 alle ore 01:00

    Ciao!!
    sono passata per un salutino veloce .... scusa se non mi ero più fatta viva ma il tempo è veramente nullo!!!
    un abbraccio forte
    Irene

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  3. 10:44, 04 febbraio, 2001 gennaio 1990 alle ore 01:00

    GRAZIE DELLE BELLE PAROLE
    UN ABBRACCIO FORTE
    IRENE

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