lunedì 31 gennaio 2005

Faith Hill (dal film Cé posta per te)

  Somewhere over the rainbow



Somewhere over the rainbow, way up high
Theres a land that I heard of, once in a lullaby
Somewhere over the rainbow, skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Really do come true  

Someday Ill wish upon a star,
And wake up where the cloouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops,
Away above the chimney tops
Thats where youll find me 

Somewhere over the rainbow, bluebirds fly
Bird fly over the rainbow, why then, oh why cant I
If happy little bluebirds fly beyond the rainbow,
Why, oh why cant I?

***

Da qualche parte sopra larcobaleno


Da qualche parte sopra larcobaleno
Cé un paese di cui ho sentito parlare in una ninna nanna
Da qualche parte sopra larcobaleno i cieli sono blu e
i sogni che osi sognare veramente diventano realtà

Un giorno voglio volare su una stella e svegliarmi
dove le nuvole sono lontane dietro di me Dove
i problemi si sciolgono come una goccia di limone
Segui la strada che sale su per il
camino E qui che mi troverai.

Da qualche parte sopra larcobaleno volano uccelli blu,
uccelli blu volano sopra larcobaleno, allora perché io non riesco?
Se piccoli uccelli felici volano sopra larcobaleno
perché, oh perché io non riesco?


venerdì 28 gennaio 2005

..da "Conversazioni con Dio"

www.arthurdouet.com

Se non mi dirigo
verso l'interiorità
non vado in nessun posto.


N.D.Walsch


***
Siamo sempre andati verso l'esterno..sempre alla ricerca affannosa
di un qualcosa che, in realtà, è dentro di noi.
Abbiamo in noi tutte le risposte alle nostre stesse domande..
il fine ultimo della nostra vita è nella nostra più profonda essenza.
La vita non è una scoperta..non dobbiamo scoprire nulla..dobbiamo piuttosto RICORDARE CHI SIAMO..
e per questo scopo tutto l'universo si attiva..e non esiste il caso..
non esistono coincidenze..(neanche alla stazione ihihih)..


Un abbraccio a tutti..e buona Vita!
(vi consiglio vivamente il libro.."Conversazioni con Dio" di N.D.Walsch)

*Cecilia*

giovedì 27 gennaio 2005

Scintille...www.diariodiunangelo.it

Per Gianluca, per me, e per tutti coloro che "restano".



Spirale di beatitudine verso il cielo
27 gennaio 2002

Hai presente, caro papi, l'attimo in cui le scintille si staccano dalle lingue di fuoco e velocissime se ne vanno lungo la canna del camino?

Ebbene, c'è qualche istante nel quale sembrano incerte sul da farsi, quasi sorprese e forse impaurite di abbandonare così inaspettatamente il letto della fiamma. Ma poi, dopo un breve tratto percorso in un'elegante spirale, si innalzano dritte e sicure su, su verso il cielo.
L'osservatore le perde subito di vista nel loro repentino dissolversi negli strati meno caldi che incontrano fuori dal camino, e poco gli interessa sapere che fine facciano, mentre è ancora affascinato, un po' più in basso, dinanzi al fuoco ardente, dalle evoluzioni che nuove scintille si apprestano a compiere. Sa che lo spettacolo è destinato a finire quando si sarà bruciato l'ultimo ceppo di legna, e che delle allegre scintille rimarrà qualche traccia fuliginosa lungo il camino. Poco importa, ma certamente non potrà fare a meno di rimanere colpito dal vigore della forza ascensionale che strappa letteralmente le scintille dalla fiamma, catapultandole su verso il cielo.
L'ho fatta un po' lunga, caro papi, per farti capire cosa succede all'anima che, nell'istante in cui lascia il corpo ancora caldo che l'ha ospitata nella materia, si appresta ad essere elevata nel mondo dello spirito.
La sorpresa della morte è sempre molto forte ed inattesa, anche in chi sa di averla assai vicina. E' l'attimo di stupore che spezza definitivamente ogni legame con la fiamma della vita, il cui calore però esercita ancora una forte attrazione. E' il calore degli affetti, dei sentimenti, delle gioie delle persone e delle cose a te tanto care che ti appresti a lasciare. E' il calore che conosci molto bene per averlo condiviso.
Mentre ti pervade il turbamento, o meglio l'emozione di una nuova avventura tutta da scoprire e da vivere, perché, anche se la tua fede nella vita vera è granitica, nulla ti è stato detto su tempi e modalità per arrivarci dopo la morte, e nessuno ti può spiegare cosa si provi a passare dalla corposità dello spazio e del tempo alla concretezza impalpabile dell'eternità fatta di energia, armonia, luce, gioia d'Amore.
E allora ti sembra che tutto questo ti trattenga un po', ti faccia esitare un attimo, perché ancora ti porti dentro la nostalgia, e i ricordi figli del tempo che si attarda a svanire.
Quando il tempo si sarà dissolto, anch'essi cederanno il passo all'eternità dell'Amore eternamente vissuto ed eternamente da vivere. E, dal momento che è proprio questo amore che ti richiama e ti riconduce alle origini della vita, e già ti pervade di gioia e della certezza che non finirai mai di condividerlo con chi rimane, ecco che l'anima tua compie una piroetta, una spirale di beatitudine, prima di abbandonarsi completamente all'ebbrezza dell'inarrestabile risalita.
All'inizio del percorso si libera di qualche scoria fuliginosa di dolore, che va a depositarsi in qualche angolo buio del cuore e della mente di coloro che si sentono staccati da te e derubati della tua presenza. A volte questa perdita è così sofferta e frustrante da togliere vita e calore proprio a quella fiamma che deve essere invece alimentata e rinvigorita, se si vuole che l'amore che la generò in terra arda scoppiettante e luminoso in cielo, e che la luce che essa emana illumini, rischiari il cammino che resta ancora da percorrere in terra, anche per rendere più agevole e spedito il ritorno al Padre.
Qui, la vivida e vigorosa fiammella che ha riscaldato ed illuminato l'esperienza terrena, si ricongiungerà con il grande fuoco dell'Amore di Dio per fondersi in un'unica fonte che non si spegne mai, anzi si rinfocola e si rafforza arricchendosi di nuove fiammelle, di tutte quelle anime che ritornano a casa. E di qui partirà un'altra piccola lingua di fuoco benedetto, che andrà ad alimentare una qualche nuova esperienza di vita dando vita alla materia.
E così via, incessantemente, secondo il principio che Amore genera Amore e di Esso si alimenta in Cielo e in terra, per tutti i secoli e sino alla fine dei secoli terreni.
Sino ad allora, agli Angeli spetterà il compito di correre lì dove la fiamma va spegnendosi e soffiare forte per ravvivarla. E, al tempo stesso, di accogliere nei nostri capienti, comodi e velocissimi ascensori tutte quelle anime che ardono del sacro fuoco dell'Amore, che hanno imparato faticosamente a riconoscere sulla terra ed hanno l'urgenza di manifestarlo a Dio.
A voi il compito di darci una mano con questa vostra testimonianza ed esperienza di vita straordinaria, mettendo legna al fuoco lì dove ce n'è bisogno, e magari accendendo qualche altro focolare d'amore. E quando lo farete ricordatevi di vedere quante scintille volano via in quella corsa un po' buffa, ma tanto tanto affascinante ed esaltante. E Mozzafiato.
Ciao, Emilioscintilla

martedì 25 gennaio 2005

Il puledro e la fanciulla

 

 Solo
Senza redini
Senza affetti
Galoppava
nel verde sentiero
della sua giovane vita.
Era Libero
E cantava al suo Re
le più sentite preghiere,
le più solenni lodi.
Ma mesto il suo sguardo
Rivelava le contese del suo cuore. 

La potente sua voce

E l’audacia mendace

rapirono il cuore

D’una piccola donna. 

Serena,

con gli affetti

nel cuore,

Vagava

nel verde sentiero

della sua giovane vita.

Stringeva a sè

la Purezza del cuore,

Amore e Conforto

da donare.

Ma mesto il suo sguardo

Rivelava l’ingenuo bisogno d’amore. 

Cupido malizioso

(Un puledro e una fanciulla!)

la freccia scoccò!

E fu Amore

Dolore

Furono Gioie

Ferite 

Addio bel destriero..

galoppa ardito

nel verde sentiero

della tua giovane vita.

Ti ho donato le briglie

M’hai donato me stessa.


*Cecilia*

lunedì 24 gennaio 2005

Lentusiasmo

 

 Agape è molto di più che voler bene.
È un sentimento che pervade tutto, che colma tutte le fessure e trasforma in polvere qualsiasi tentativo di aggressione.
     Esistono due forme di Agape. Una è l’isolamento, la vita dedicata unicamente alla contemplazione.
L’altra è l’esatto contrario: il contatto con gli altri esseri umani e l’entusiasmo, il senso sacro del lavoro.
Entusiasmo significa trance, slancio, legame con Dio.
L’Entusiasmo è Agape diretto a qualche idea, a qualche cosa.
     Quando amiamo e dal profondo della nostra anima crediamo in qualcosa, ci sembra di essere più forti del mondo
e ci sentiamo pervasi da una serenità che proviene dalla certezza che niente potrà vincere la nostra fede.
Questa strana forza ci permette di prendere sempre le decisioni giuste,
nel momento giusto, e noi stessi ci sorprendiamo delle nostre capacità quando raggiungiamo il nostro obiettivo. 
     L’Entusiasmo si manifesta normalmente con tutto il suo potere nei primi anni della nostra vita.
Abbiamo ancora un forte legame con la divinità e ci dedichiamo ai nostri giocattoli
con una tale volontà che le bambole prendono vita e i soldatini di piombo riescono a marciare.
Quando Gesù disse che era dei bambini il Regno dei Cieli, si riferiva ad Agape sotto la forma di Entusiasmo.
I bambini gli si avvicinarono senza badare ai suoi miracoli, alla sua saggezza, ai farisei e agli apostoli.
Andavano gioiosi, mossi dall’Entusiasmo.


Che in nessun momento, per il resto dell’anno,
e per il resto della tua vita, tu perda l’entusiasmo:
esso è una forza più grande, volta alla vittoria finale.
Non si può permettere che ci sfugga dalle mani
solo perché dobbiamo fare fronte,
nel corso dei mesi,
a piccole e necessarie sconfitte.”

Paulo Coelho
"Il cammino di Santiago"

sabato 22 gennaio 2005

In tutto il suo splendore...

Non è dolcissima, simpaticissima, riccissima???

come la sorellona, modestamente