Rubo questo post a Maria Carmen, che ha saputo descrivere alla perfezione una mattina meravigliosa, quella di domenica scorsa.. ..in cui abbiamo incontrato il Maestro Musante, artista che ammiriamo da un bel po'..
Personalmente, è stato come tuffarmi in un mare di magia, brillante di mille colori,
..i colori delle notti in cui ogni tuo sogno è una stella!
Grazie Maestro!
***
Io e Cecilia siamo ormai sincronizzate, persino sui miei orari sfalsati…e perciò, nonostante i miei occhi d’ora tarda, arriviamo alla mostra nei tempi stabiliti dalla necessità.
Ricapitoliamo: Io + Cecilia – sigarette - TIM ricarica. Vado a braccio nel quartiere casertano che insignisce le sue vie con i nomi degli artisti; e alla fine, via Botticelli la trovo. Ricordo di esserci già stata, tre o quattro volte, a fare discorsi, ad arrabbiarmi dei miei squilibri relazionali, a giocare la mia degna partita con un anemico interlocutore. Questa volta tutto porta altri significati, per fortuna.
Così c’è persino il tempo per il bar, 2 succhi al tavolo e due chiacchiere, che ci illudono di trovarci in un "caffè degli artisti", ma con la curiosità di sbieco e la discreta timidezza di chi sbircia qualcosa che non è ancora del tutto alla sua portata. Siamo davanti al bar Botticelli, a confonderci con l’amabile nullafacenza dell’èlite casertana, malamente scannerizzata in provincia.
Qualche metro più in là

, la
Galleria De Nisi, sgombra di gente adesso, ma spazio libero per figurine colorate che fluttuano indisturbate sul bianco sfondo delle tavole. E’ un fondo che sembra respingerle - si vede da qui – sembra volerle staccare dal supporto e permettere di continuare il loro magico dialogo nella sala. C’è troppo bianco dappertutto però, troppa luce…e loro cercano l’azzurro, i cieli stellati, il colore che apre e chiude, e protegge…Allora loro restano lì, trattenute dalla cornice…ma si sente un leggero brusio, si sente da qui: parlano di lune, di soli acidi, di tazze di caffé, di teiere, di piatti di tagliatelle e di elefanti della memoria. O almeno così mi è parso di sentire…
In ogni caso c’è tempo…loro hanno tanto da dirsi: le lasceremo fare con calma, mentre ascoltiamo un’altra voce. Quella dell’uomo-artista che le ha prodotte, seduto al tavolo accanto al nostro. Uomo che adesso si ciba di colori altri, che hanno sapore reale, sapore di caffé, acqua, sigaretta, giornali freschi di stampa da poco asciugata. Come dire “all’artista il colore, all’uomo il sapore”. E tutti e due fanno Maestro Schenone e i suoi occhi azzurri quasi innaturali, vuoti di immagini nuove da riempire.
Chi l’ha detto che il vuoto è una brutta cosa?E’ solo il contrappeso al pieno invece, ciò che dà equilibrio al pieno… Ma vuota è anche la mano che riceve.Il pieno non riceve null’altro - è presuntuoso il pieno – semmai rigetta…ha bisogno di liberarsi… Il pieno non sa bene cosa sia l’amore…è 1+1+1+1+1+1+1+1+1= 0
Sulle due sedie a sinistra ci sono ormai “due pezzi di carne con orecchie”, che siamo sempre io e Cecilia. Ogni tanto emergono anche gli occhi a questi due pezzi di carne, ma non si guardano, bruciano le emozioni rapidamente, sono lì ansiosi di essere plasmati, ancora informi di fronte alla loro curiosità. Allora…che faaamo?Vaaaamo? VAMO.
No, anche perché il maestro è rientrato alla base, e per l’una dobbiamo stare alla stazione.
Entriamo: voce fuori campo. Urgono le presentazioni. Musante – Schenone (sembra appunto il nome di un filosofo!) ci aspettava in fondo… E che volete sapé? Beh, è bello, alto … l’altezza mi ha stupito…ha i capelli brizzolati, è molto affascinate ed emana calore. Sembra una guardia svizzera…a guardarlo meglio. Eppure ora opera e faber corrispondono, non c’è discrepanza. Io ce lo vedo proprio quell’uomo che guarda il cielo stellato e dipinge.
Noi uomini siamo fatti così - dice - abbiamo bisogno di sognare: eppure quando scegliamo, quando lavoriamo, siamo pratici e severi. Quello che faccio io piace molto alle donne, ma è spesso incompreso dagli uomini…Le donne sanno muoversi perfettamente nella quotidianità, sono anche romantiche, ma non sanno sognare come noi, sognano diversamente …hanno un repertorio del possibile. Però poi hanno bisogno di farsi doppiare dai nostri sogni, perché quella è la sostanza di cui sono fatti loro desideri.
Insomma, una cosa complicata…Beh, in realtà non dice proprio così, forse non lo dice affatto; però è questo che viene fuori dal nostro interloquire. In mente mi rispondo 2 cose: la prima è che tra uomini e donne è una questione di priorità (solo da un po’ di tempo mi accorgo che sono diverse e non c’è modo di riunificarle); la seconda è che il maestro è fortunato: lui quando lavora può scegliere il sogno, può rendere tutto reale, cancellare ciò che non gli piace; e comunque resta un uomo pratico: non a caso vende molti quadri in una mattina…Gli artisti devono pur mangiare!
Quando quasi ci svuotano la sala delle opere vendute, abbiamo ormai già sezionato ogni centimetro delle
MUSANTOGRAFIE, foto alla mano pronte per essere scaricate; abbiamo rivolto tutte le nostre osservazioni, ricevuto le nostre risposte. E’ chiaro che non mi bastano, io ho già visto altro. Alla fine tutto si risolve in una amena e soddisfacente chiacchierata. Ce ne andiamo con le nostre presentazioni dedicate – che recitano
“UNA LUNA PER…” – mentre non so quale lato del mio cervello fantastica su un servizio da tavola griffato MUSANTE

Non vi dirò nulla delle mie emozioni.

Ciascuna emozione è personale e cresce nel silenzio. Tuttavia ha già maturato ed è pronta ad essere riversata nella potenza di chi saprà bussare. Se non vi va, fermatevi qui. Se no, leggetevi il mio prossimo
“VI PRESENTO MUSANTE” ed andate a vedere la mostra. Mica vi fiderete di quello che dico io?!
Maria Carmen