Vivo i miei giorni in uno stato di serenità costante.. direi anche inconsueta, non mi sono mai sentita così…”sospesa” e “immersa” nello stesso tempo. Che bello. Sembro un maestro-allievo zen alle prime armi. Sorrido.. Sono sempre stata irrequieta, e presa da mille preoccupazioni e pensieri, non godevo delle piccole cose.. trascorrevo il tempo bendata, muta e sorda. Ora no. Cammino, e la mia mente è nei miei piedi.. lavo i piatti, e sto tutta lì, nelle mie mani. Ascolto una persona, e assorbo le sue parole. Non so se mi spiego..
Il mio cuore è protagonista di una strana epoché (per dirla alla greca).. ha sospeso i giudizi, si è sollevato un po’.. e ora sta osservando. Nel frattempo pensa anche.. e forse attende persino qualcosa, ma senza aspettarsi nulla. La differenza è sottile, ma c’è.
Ogni tanto sussulta, e si meraviglia. Accade quando si riconosce negli altri cuori e anche negli eventi, soprattutto quando a prima vista sembravano diversi, se non opposti. E allora, bubùm bubùm.. si fa sentire e spinge, con una voglia matta di condividere i suoi pensieri e le sue emozioni, con una voglia matta di comunicare.. Non sempre l’interlocutore (persona o evento che sia) coglie al volo l’occasione, ma non importa, il mio cuore non si arrende, ha trovato il suo centro ormai, il suo Dio interiore.
La piccola goccia si è già vista parte dell’oceano. Ogni tanto lo dimentica.. ma c’est la vie.
Quanto alle comunicazioni mancate, c’è solo rammarico, ma non dolore.. in fondo, ”domani è un altro giorno”.. e prima o poi accadrà. Che meraviglia!
Vi lascio un brano liberamente tratto da “I Vangeli per Guarire” di A.Jodorowsky.
Matteo 6,5-9
“Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini.
in verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”
La vera preghiera, è qualcosa che riguarda soltanto ciascuno di noi. Chiudere la porta significa separarsi momentaneamente dal mondo, dimenticare le necessità, i desideri, i sentimenti, i pensieri. Svuota il tuo spirito.
Dov’è la tua camera? Tuo Padre è lì quando chiudi la porta?
La tua camera è dentro di te. Perciò, cercala in te. Chiudi la porta e prega tuo Padre che è lì, dentro di te, nel tuo silenzio.
Quando diciamo “Padre”, di cosa stiamo parlando?
Non appena si pronuncia quella parola, si parla di sperma. Il Padre è dunque il principio attivo, il principio della vita, colui che depositerà il seme. In seguito è necessaria una Madre per generare quella vita.
In qualche parte di te, tu sei la Madre. E in qualche altra parte tu sei il Figlio.
Allora la tua preghiera sarà ricompensata, perché tuo Padre ti vede. Vale a dire che in te c’è un Padre, un principio divino.
Ognuno di noi ha un suo Padre dentro di sé, un Padre che ci vede costantemente e non ci critica. Non è il Super-Io che ci rimprovera e ci distrugge.
In qualche parte di te troverai il tuo grande amico, qualcuno che ti ama, ti perdona e ti assolve. In qualche parte di te c’è qualcuno che non ti considera affatto colpevole. Qualcuno che ti rispetta, ti perdona, ti ama, ti aiuta se lo vuoi, ti capisce perfettamente. In qualche parte di te c’è il tuo testimone, che conosce con esattezza il tuo immenso valore.
È a questo essere che devi darti.
In te non c’è un Padre terribile, un Padre che punisce, un nemico, un censore, qualcuno che ti opprime e ti castra, che ti sorveglia e non ti ama.
Il Padre è tutto amore. È l’amore assoluto, l’impulso vitale. È la vita stessa quella che ti dà questo Padre. Egli ti sorregge, ti tiene in vita.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani…
Non recitare parole, frasi fatte. Non sgranare formule. Non enunciare senza sapere cosa dici.
…i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
Cristo nega completamente tutti quei canti, quelle formule, quelle preghiere che non sono altro che parole. A parole non costringeremo mai il Padre ad ascoltarci. Perciò Cristo dice:
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
Gli chiedi qualcosa, ma Egli sa già di cosa hai bisogno. Sa benissimo di cosa hai bisogno, e si aspetta solo che tu agisca secondo la sua volontà.
La guarigione essenziale consiste, così, nell’entrare in comunicazione col proprio Dio interiore, chiusi nella nostra camera, senza che nessuno ci veda, soli.
C’è in noi una parte che non siamo noi e che è quanto abbiamo di meglio. Dobbiamo entrarci in rapporto. Se riusciamo a stabilire una comunicazione, quella parte conosce con esattezza ciò di cui abbiamo bisogno e ce lo dà, perché vuole che ci realizziamo e che raggiungiamo la pienezza. Essa ci darà la nostra creatività. E’ la grande promessa del Padre Nostro.
***
A me tutto questo è capitato.. e non avevo ancora letto queste parole.. e non avevo ancora compreso il vero messaggio di Cristo. E’ questo il mio sostrato, che mi permette di rialzarmi dopo ogni inevitabile caduta.
Vi abbraccio
Cecilia
Ciao Ceci...ti abbraccio forte
RispondiEliminaGIORGIONE